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	<title>eGolden Network &#187; Guida agli Acquisti</title>
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		<title>Come scegliere la crema solare Protettiva</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 11:08:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come scegliere la crema solare Protettiva di Andrea Pilotti Sai che hai bisogno di usare la protezione solare, ma ti sei mai chiesto se la stai usando nel modo giusto? Come fai a sapere quanta ne devi usare? Devi continuare a mettertela per tutto il giorno? Cosa succede se sudi? Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere la crema solare atta a proteggere la tua pelle in base a criteri di sicurezza, qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore. Caratteristiche Quando ci esponiamo al sole, per un periodo di tempo mediamente lungo, avviene il processo della melanogenesi (abbronzatura) e al contempo si sviluppa un meccanismo detto ipercheratosi epidermica (si tratta di un ispessimento della pelle dovuto al frequente ricambio delle cellule che producono cheratina). Inoltre il corpo produce l’acido urocanico, una sostanza naturale in grado di assorbire i raggi UVA. Quando il sole ci colpisce, le sue radiazioni mirano fondamentalmente al DNA cellulare: questo, anche se estremamente abile nell’autoriparazione, può subire danni relativamente alla doppia elica, con numerose conseguenti lesioni. Inoltre vengono danneggiate anche l’elastina e le fibre di collagene, con relativo aumento di rughe sempre più accentuate. Non si dimentichi infine che il sole aumenta la produzione di radicali liberi che liberano degli enzimi distruttivi. Il nostro corpo, come visto, prova ad attuare dei meccanismi di difesa e di tutela, ma non riesce a farlo all’infinito e soprattutto necessita del nostro aiuto. Perché allora non dargli una mano? Perché, prima di una piacevole giornata al mare, non spalmarsi un po’ [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-top">
<h1 class="article-title entry-title">Come scegliere la crema solare Protettiva</h1>
<p>di <a href="http://www.guidaacquisti.net/andrea-pilotti" rel="author">Andrea Pilotti</a> <i class="fa fa-check-circle"></i></p>
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<p>Sai che hai bisogno di usare la protezione solare, ma ti sei mai chiesto se la stai usando nel modo giusto? Come fai a sapere quanta ne devi usare? Devi continuare a mettertela per tutto il giorno? Cosa succede se sudi? Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere la crema solare atta a proteggere la tua pelle in base a criteri di sicurezza, qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.</p>
</div>
<p><img class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Creme-solari.jpg" alt="Creme solari per proteggere la pelle durante l'esposizione al sole estivo" width="735" height="416" /></p>
</div>
<div class="clear"></div>
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<div id="post-635" class="post post-635 type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cosmetici category-creme category-salute-e-bellezza">
<div class="entry">
<h2>Caratteristiche</h2>
<p>Quando ci esponiamo al sole, per un periodo di tempo mediamente lungo, avviene il processo della melanogenesi (abbronzatura) e al contempo si sviluppa un meccanismo detto <strong>ipercheratosi epidermica</strong> (si tratta di un ispessimento della pelle dovuto al frequente ricambio delle cellule che producono cheratina). Inoltre il corpo produce l’acido urocanico, una sostanza naturale in grado di assorbire i raggi UVA.</p>
<p>Quando il sole ci colpisce, le sue radiazioni mirano fondamentalmente al DNA cellulare: questo, anche se estremamente abile nell’autoriparazione, può subire danni relativamente alla doppia elica, con numerose conseguenti lesioni. Inoltre vengono danneggiate anche l’<strong>elastina</strong> e le fibre di <strong>collagene</strong>, con relativo aumento di rughe sempre più accentuate. <br class="none" /><br class="none" />Non si dimentichi infine che <strong>il sole aumenta la produzione di radicali liberi</strong> che liberano degli enzimi distruttivi. Il nostro corpo, come visto, prova ad attuare dei meccanismi di difesa e di tutela, ma non riesce a farlo all’infinito e soprattutto necessita del nostro aiuto. Perché allora non dargli una mano? Perché, prima di una piacevole giornata al mare, non spalmarsi un po’ di crema solare?</p>
<div></div>
<p>Appurato il fatto che è assolutamente necessario munirsi di una <strong>buona crema solare</strong>, la domanda sorge spontanea: come riconosco un buon prodotto? Che caratteristiche deve avere una crema per proteggermi davvero? Cerchiamo di spiegare a che cosa si deve prestare attenzione, quando vogliamo proteggerci dai raggi solari tramite una crema.</p>
<ul>
<li><strong>Pelle</strong><br />
La crema solare adatta a noi dipende molto da come si presenta la nostra pelle e dal tipo di carnagione che abbiamo. Siamo biondi, con occhi chiari e pelle chiarissima? Necessiteremo di una crema altamente protettiva: rischiamo molto più degli altri di scottarci. Siamo i classici tipi mediterranei, occhi scuri e carnagione olivastra? <br class="none" /><br class="none" />Possiamo utilizzare una crema con minore livello di protezione. Attenzione, però! Neanche i più scuri di pelle possono fare a meno totalmente della crema protettiva. Qualsiasi tipologia di corpo necessita di essere aiutato. <br class="none" /><br class="none" />Molto utile, a questo proposito, risulta il concetto di fototipo. Determinato dalla qualità e dalla quantità di melanina presente in condizioni basali nella pelle, esso indica le reazioni della pelle all’esposizione alla radiazione ultravioletta ed il tipo di abbrozatura che è possibile ottenere tramite essa. <br class="none" /><br class="none" />Esistono principalmente 6 fototipi: si parte dal grado 1 (occhi chiari, pelle chiarissima, efelidi) fino ad arrivare al grado 6 (carnagione nera, capelli neri, occhi scuri). Valutate bene a che fototipo appartenete e scegliete, di conseguenza, la crema più giusta per voi.<br class="none" /><br class="none" /></li>
<li><strong>Esposizione</strong><br />
E’ noto a tutti che medici ed esperti consigliano di non esporsi al sole durante le ore più calde del giorno (dalle 11 alle 15). E’ altrettanto noto a tutti che spesso non siamo in grado di rispettare questa regola e ci troviamo a perfezionare la nostra tintarella proprio quando il sole è alto ed accecante sopra di noi. <br class="none" /><br class="none" />In quest’ultimo caso, allora, proteggiamoci con maggiore intensità dai raggi solari che, in quella fascia oraria, sono particolarmente insidiosi. Se sappiamo, ad esempio, di dover trascorrere un’intera giornata in barca o in una spiaggia non attrezzata con ombrelloni e punti di ombra, portiamo con noi una crema molto protettiva e non scordiamo neanche un cappellino e un paio di occhiali da sole.<br class="none" /><br class="none" /></li>
<li><strong>Fattore di protezione solare</strong><br />
L’efficacia dei filtri solari nei confronti dei raggi UVB, si valuta con il fattore di protezione solare (Sun Protection Factor: SPF) che indica il rapporto tra la dose minima che causa eritema di esposizione al sole con filtro e senza filtro. In condizioni normali ti scotti dopo 10 minuti? Una crema solare a protezione 8 ti consente di resistere ben 80 minuti, una con fattore di protezione 10 fino a 100 minuti e così via. Il fattore di protezione è valutato con una metodica standard in laboratorio e per l’utilizzo quotidiano è adottata la seguente suddivisione:<br class="none" />– tra 6 e 10: bassa protezione.<br />
– tra 15 e 25: media protezione.<br />
– tra 30-50: alta protezione<br />
– oltre 50: protezione molto alta.Scegliete bene il grado di protezione che fa per voi, ricordandovi sempre di prediligere una crema con protezione maggiore rispetto ad una con una protezione minore.<br class="none" />Ricordiamo che non deve solo proteggerci dai raggi UVB (responsabili di antiestetiche macchie scure, scottature, eritemi), ma anche da quelli UVA, che si presentano come i più dannosi per l’invecchiamento precoce della pelle e per danni al nostro sistema immunitario. Controlliamo quindi che la crema che acquistiamo sia in grado di offrire una protezione adeguata anche per gli UVA.<br class="none" /><br class="none" /></li>
<li><strong>Composizione</strong><br />
Abbiamo la brutta abitudine di comperare un prodotto senza leggere con attenzione ciò che esso contiene. Ci siamo mai chiesti che cosa deve contenere una buona crema protettiva? Innanzitutto essa deve contenere dei filtri che siano essi chimici o fisici. Nel primo caso (filtri chimici) occorre verificare se si tratta di un filtro in grado di proteggere solo dagli UVB o anche dagli UVA. I filtri chimici sono sostanze di sintesi che hanno la proprietà (per la loro struttura molecolare) di catturare l’energia degli UV evitando il danno alle cellule cutanee. <br class="none" /><br class="none" />In genere hanno nella loro molecola degli anelli aromatici che assorbono gli UV, bloccandone l’energia. Nel secondo caso (filtri fisici) non abbiamo questo problema in quanto tutte le tipologie sono in grado di proteggere dagli UVB e UVA. Un filtro fisico è spesso colorato, come ad esempio l’ossido di zinco, che è bianco e per questo poco accettato da un punto di vista estetico. Ha propietà riflettenti: i raggi non sono assorbiti ma riflessi sulla superficie cutanea. L’azione è quindi diversa dai filtri chimici.<br class="none" /><br class="none" /></li>
<li><strong>Qualità</strong><br />
Se non siamo molto esperti di filtri e fattore di protezione, affidiamoci a prodotti di qualità, di una marca che magari conosciamo e che presentano un prezzo non stracciato. Vanno benissimo anche prodotti poco conosciuti, ma comunque indicati dal nostro medico o da persone di fiducia. Leggiamo sempre e comunque la composizione, così da aumentare la nostra consapevolezza.<br class="none" /><br class="none" /></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Uso</h2>
<p>Ecco come usare la <strong>crema solare</strong>:</p>
<ul>
<li>Agita bene la bottiglia prima di spruzzare la crema solare. Questo rimescola le particelle e le distribuisce uniformemente nel contenitore.</li>
<li>La maggior parte degli adulti dovrebbero usare circa 35 ml di crema solare per coprire tutto il corpo. E’ la stessa quantità che entrerebbe in un bicchierino da liquore. E’ anche più o meno la stessa di un pugno di adulto. Ricorda, la maggior parte delle persone non applica abbastanza crema solare. Va bene usare più crema di quella che pensi sia necessaria.</li>
<li>Applica la tua crema solare circa 30 minuti prima di esporti al sole. Questo dà agli ingredienti il tempo di attaccarsi alla pelle.</li>
<li>Copri tutta la pelle che è esposta al sole. Questo include la tua schiena, le orecchie, dietro le ginocchia e le gambe.</li>
<li>Alcuni studi dicono che è una buona idea riapplicare la crema solare dopo che sei stato al sole per circa 30 minuti. Questo rende più probabile coprire zone che avevi saltato.</li>
<li>Riapplica la stessa quantità di crema solare ogni 2 ore, anche se non hai sudato o non sei andato in acqua.</li>
<li>Riapplica la crema solare subito dopo aver nuotato, tamponato con l’asciugamano o sudato pesantemente. Sì, la stessa quantità iniziale.</li>
<li>Una volta tornati a casa, dopo aver fatto la doccia, ricorda di applicare il latte solare per proteggere la pelle da eritemi solari.</li>
</ul>
<h2>Per bambini</h2>
<p>Se è sicuramente vero che tutti necessitiamo di una protezione dai raggi solari, lo è molto di più per quello che riguarda i bambini e i neonati. Essi, come noto, hanno una pelle molto più sensibile e delicata della nostra e siamo noi a dover assicurare loro un’adeguata protezione. Al di là di qualsiasi prodotto, la prima regola da non trascurare mai è quella di portare sempre con noi un cappellino per il nostro bimbo, così da evitare il contatto diretto dei raggi più potenti in zone delicate come la nuca e la testa. Secondariamente, assicuriamoci sempre di avere con noi la crema solare adatta alle esigenze del piccolo, ovvero che rispetti la sua età.</p>
<p>Se egli è ancora molto piccolo, occorre scegliere un prodotto con un elevato grado di protezione. Il grado di protezione non deve comunque essere inferiore a 60, al massimo 40 se ha compiuto almeno un anno. Se invece si tratta di un bambino più grande, possiamo scendere anche a 20 ed iniziare ad osservare la sua carnagione, cercando di individuare il suo fototipo.</p>
<p>Se vediamo che reagisce bene e non tende all’arrossamento, possiamo stare relativamente più tranquilli. Se invece notiamo una carnagione particolarmente chiara e una forte sensibilità nei confronti dell’esposizione al sole, dobbiamo mantenere comunque alto il grado di protezione.</p>
<p>I bambini amano fare il bagno e giocare con la sabbia. Proprio per questi motivi, i prodotti che scegliamo per loro dovranno non essere particolarmente appiccicosi ed essere resistenti all’acqua. Sarà comunque necessario spalmare la crema più volte durante la giornata al mare, facendo particolare attenzione alle spalle e alle zone che ricevono i raggi del sole in maniera più diretta.</p>
<h2>Dopo sole</h2>
<p>L’effetto più evidente che noi tutti notiamo dopo una lunga giornata al mare è quello di una pelle dorata e colorita. C’è però un’altra conseguenza che, assolutamente invisibile, rischia di essere più pericolosa e meno considerata: si tratta della disidratazione della nostra pelle. I liquidi che si perdono dopo una lunga giornata al mare sono moltissimi e la pelle, anche se protetta, risulta essere estremamente stressata. <br class="none" /><br class="none" />Non dimentichiamoci mai, quindi, di procurarci una buona crema dopo-sole, che sia possibilmente in grado di reidratare la pelle, lenire arrossamenti ed eventuali irritazioni, diminuire la sensazione di fastidio di sgradite scottature.</p>
<div></div>
<p>Quasi tutte le marche che propongono una linea solare, includono in essa anche i prodotti dopo-sole. Trovarli, quindi, non sarà per voi molto difficile. Se vi trovate bene con un certo tipo di crema solare, provate anche il dopo-sole della stessa marca, così da andare sul sicuro. Dopo una bella doccia, non c’è niente di meglio che ridare un po’ di nutrimento e di sostanze alla nostra pelle.</p>
<p>Attenzione: anche per le creme dopo-sole, <strong>ricordatevi di differenziare tra viso e corpo</strong>. Quest’ultimo necessita di un prodotto abbastanza denso e “pesante”, che rimane per un determinato periodo di tempo prima di assorbirsi. Il viso, invece, richiede una idratazione più leggera e più fluida. E poi, perché non approfittare e scegliere una crema per il viso dopo sole che sia anche in grado di prevenire le rughe?</p>
<h2>Miti da sfatare</h2>
<p>La confusione sulle creme solari e sull’esposizione al sole mette a rischio di bruciature molti bambini. Riconsidera i miti e i fatti sulla protezione solare, come ad esempio se puoi prenderti una scottatura oppure no in una giornata nuvolosa o quando sei all’ombra, in modo da proteggere i bambini dal sole.</p>
<ul>
<li><strong>Hai bisogno di usare la crema solare se hai la pelle scura o sei già abbronzato? </strong>Si, tutti dovrebbero usare una crema solare ad ampio spettro tutte le volte che escono a prendere il sole. Anche le persone con la pelle molto scura, che raramente si scottano, dovrebbero usare la crema solare. Secondo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, “ognuno, senza distinzioni di razza o etnia, è soggetto ai possibili effetti negativi della sovra esposizione al sole”.1 Quindi usa la crema solare, non importa di che razza o etnia sei, o se sei già abbronzato oppure no, perchè è un mito che le persone con la pelle scura non hanno bisogno di crema solare.</li>
<li><strong>Una ‘abbronzatura di base’ non è una sostituta per la crema solare.</strong></li>
<li><strong>Devi riapplicare la crema solare se dice che è ‘waterproof’ o che è a ‘protezione per tutto il giorno’? </strong>Si, nessuna crema solare è veramente waterproof. Invece, possono essere resistenti all’acqua ed aver bisogno di essere riapplicate ogni paio d’ore o secondo le istruzioni del produttore. E nessuna crema solare fornisce realmente una protezione che dura tutto il giorno. Anche con un SPF di 50+ dovresti comunque riapplicarla ogni 2 ore o anche prima se sei entrato in acqua o hai sudato molto.</li>
<li><strong>Usare una protezione solare o un prodotto solare a protezione totale blocca l’abilità del tuo corpo di produrre la vitamina D dall’esposizione al sole. </strong>Mentre alcuni esperti usano questo fatto per raccomandare un’esposizione al sole non protetta, se tuo figlio sta seguendo le direttive nutrizionali riguardanti il bere latte, allora probabilmente avrà comunque abbastanza vitamina D. Molti esperti pensano che l’ammontare di esposizione al sole necessario per avere abbastanza vitamina D sia minimo, specialmente se hai una pelle chiara, e può essere anche di soli pochi minuti al giorno. La maggior parte dei bambini probabilmente si espongono sufficientemente al sole per produrre vitamina D dalle attività giornaliere che svolgono all’aria aperta senza protezione solare. Parla con il tuo pediatra se pensi che il tuo bambino abbia bisogno di più vitamina D, specialmente se non beve latte, ha la pelle molto scura e/o sta poco al sole.</li>
<li><strong>Una crema solare con un fattore di protezione di 30 fornisce il doppio della protezione di una di 15?</strong> No, una crema solare con un SPF di 15 fornisce protezione contro il 93% dei raggi UVB, mentre quella con un SPF di 30 contro il 97%. Tieni a mente che una crema solare con un SPF solamente di 2 fornisce una protezione del 50%, quindi assicurati di usare una crema solare con un SPF di almeno 15-30. Molti esperti si chiedono se usare una crema solare con un SPF sopra a 30 fornisca più protezione, dato che stai già bloccando il 97% dei raggi UVB.</li>
<li><strong>Dovresti applicare la protezione solare 15-30 minuti prima di esporti al sole.</strong> Dato che ci vuole tempo perchè la crema solare venga assorbita dalla tua pelle, dovresti applicarla prima. Se aspetti finchè non sei già fuori o finchè il tuo bambino non mostra segni di diventare rosso, allora avrà un periodo più lungo di esposizione non protetta e rischierà di più di scottarsi.</li>
<li><strong>Una combinazione di crema solare e repellente per insetti fornisce una buona protezione sia contro il sole sia contro morsi e punture di insetti? </strong>Anche se si può usare un prodotto combinato per proteggere il tuo bambino contro sole e insetti, può non essere una buona idea. Ricorda che dovresti riapplicare la crema solare ogni paio d’ore, mentre di solito non si riapplica il repellente per insetti molto spesso, o addirittura per niente. Inoltre, la maggior parte degli esperti pensa che i repellenti per insetti abbassino il fattore di protezione delle creme solari. Quindi,mentre un prodotto combinato può fornire protezione, è probabile che non fornisca una buona protezione, a meno che tuo figlio non stia andando fuori solo per qualche ora.</li>
<li><strong>Puoi scottarti in una giornata nuvolosa? </strong>Si, le nuvole non bloccano i raggi UV che causano le bruciature, quindi puoi comunque scottarti quando è nuvoloso. Dato che i raggi UV possono essere riflessi dall’acqua, sabbia, neve e cemento, puoi scottarti anche se stai all’ombra.</li>
</ul>
<h2>Consigli</h2>
<p>Chiunque passeggi dovrebbe mettersi la crema solare. Sempre più persone stanno cominciando a rendersi conto dei pericoli dei raggi UVA e UVB, ma c’è ancora troppa gente che ignora i consigli e si prende rischi inutili sottovalutando il potenziale danno.”</p>
<ul>
<li><strong>Durata</strong>. Uno degli accorgimenti principali da prendere è quello di non utilizzare mai creme protettive dell’anno precedente. Infatti, con il tempo, la crema perde di efficacia, soprattutto se ha oltrepassato il suo PAO (period after opening, ovvero periodo post-apertura). Tale indicatore deve essere obbligatoriamente indicato nell’etichetta del prodotto. Anche se si rientra per poco all’interno del periodo post-apertura, il consiglio è comunque quello di provvedere ad una nuova crema, in quanto studi ed esami hanno dimostrato che le caratteristiche protettive delle creme solari non riescono a rimanere inalterate per lunghi periodi.</li>
<li><strong>Mettine abbastanza</strong>. L’applicazione raccomandata per un’adeguata protezione è dai 35 ai 40ml per persona per sessione (una manciata). “Qualcuno può pensare che sta applicando il fattore di protezione 15, diciamo, ma se non ne sta usando la quantità giusta allora potrebbe essere equivalente ad un SPF di 8” dice Richardson.</li>
<li>Le marche economiche sono buone tanto quanto quelle più costose.</li>
<li><strong>Applica correttamente</strong>. La protezione solare dovrebbe essere applicata sulla pelle pulita e asciutta 30 minuti prima dell’esposizione al sole, in modo che possa essere assorbita bene dalla pelle.</li>
<li><strong>Fai delle pause all’ombra</strong> tra le 11 am e le 3 pm quando il sole è più forte, ma applica comunque la protezione solare perchè la sabbia, il cemento e l’acqua possono riflettere i raggi dannosi.</li>
<li><strong>Riapplica</strong>. Sudorazione, esercizio, nuoto e asciugarsi con l’asciugamano rimuovono la crema solare dalla pelle, quindi dovresti riapplicarla dopo aver fatto queste attività, anche se il prodotto è waterproof.</li>
<li>L’uso giornaliero delle lozioni solari sulla faccia e sul dorso delle mani limiterà le possibilità di sviluppare pelle secca e dura, rughe, chiazze e altri segni dell’invecchiamento precoce e cancro alla pelle.<br />
Copriti al sole con abiti di cotone abbondanti, un cappello a tesa larga e occhiali da sole con protezione UV.</li>
<li><strong>Usa una protezione solare a “largo spettro”</strong> con un SPF di almeno 15 per proteggerti contro i dannosi raggi UVA e UVB.</li>
<li><strong>Il cielo coperto richiede comunque protezione solare</strong>, in estate, perchè l’80% delle radiazioni ultraviolette sono ancora presenti nei giorni nuvolosi.</li>
<li><strong>Bambini e neonati hanno bisogno di una protezione maggiore</strong>, quindi usa prodotti formulati particolarmente per i ragazzi con ingredienti più delicati ed un più alto SPF.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net">www.guidaacquisti.net</a></p>
</div>
</div>
</article>
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		<title>Come scegliere il costume da bagno per donna</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2016 11:21:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Come scegliere il costume da bagno per donna di Andrea Pilotti Quando si avvicina l’estate si aspetta solo il momento in cui finalmente si potranno godere il mare e le vacanze. Il costume potrebbe però oscurare i barlumi di felicità di coloro che non vedono l’ora di staccare la spina, soprattutto se la forma fisica non è al massimo. Anche per la scelta dei costumi ci sono alcune regole importanti, leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di costume da bagno per donna in base a criteri di qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore. Uso L’uso e l’occasione per il quale acquistiamo il costume, può incidere notevolmente nella sua scelta. Ad esempio, se abbiamo bisogno di un costume per l’attività sportiva, l’ideale è il pezzo intero, in particolare quei modelli olimpionici studiati apposta per ridurre l’attrito con l’acqua e per sostenere la muscolatura. Se invece ci stiamo recando al mare, è fondamentale oltre alla comodità, anche l’eleganza. Alcuni costumi riescono ad esaltare l’abbronzatura, proprio perché sono molto sottili. Il problema è se, oltre a prendere il sole, si vuole anche fare qualche bagno: in questo caso costumi troppo appariscenti o elaborati potrebbero creare qualche problema. Corporatura È possibile scegliere il costume ideale che esalti punti di forza e attenui piccoli difetti fisici di noi donne. Il trucco è scegliere il costume in relazione al proprio fisico. Corporatura ad H Per le donne magre, che hanno le spalle di grandezza proporzionale ai fianchi e il punto vita ben definito [&#8230;]</p>
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<h1 class="article-title entry-title"><a href="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/images.jpg"><br />
</a>Come scegliere il costume da bagno per donna</h1>
<p>di <a href="http://www.guidaacquisti.net/andrea-pilotti" rel="author">Andrea Pilotti</a> <i class="fa fa-check-circle"></i></p>
<div class="entry" align="justify">
<p>Quando si avvicina l’estate si aspetta solo il momento in cui finalmente si potranno godere il mare e le vacanze. Il costume potrebbe però oscurare i barlumi di felicità di coloro che non vedono l’ora di staccare la spina, soprattutto se la forma fisica non è al massimo. Anche per la scelta dei costumi ci sono alcune regole importanti, leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il modello di costume da bagno per donna in base a criteri di qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.</p>
</div>
</div>
<div class="clear"></div>
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<div class="entry">
<p><img class="alignnone size-full wp-image-45384" title="Costume da bagno donna" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Costume-da-bagno-donna1.jpg" alt="Costume da bagno donna" width="735" height="398" /></p>
<h2>Uso</h2>
<p>L’uso e l’occasione per il quale acquistiamo il costume, può incidere notevolmente nella sua scelta. Ad esempio, se abbiamo bisogno di un costume per l’attività sportiva, l’ideale è il pezzo intero, in particolare quei modelli olimpionici studiati apposta per ridurre l’attrito con l’acqua e per sostenere la muscolatura. Se invece ci stiamo recando al mare, è fondamentale oltre alla comodità, anche l’eleganza. Alcuni costumi riescono ad esaltare l’abbronzatura, proprio perché sono molto sottili. Il problema è se, oltre a prendere il sole, si vuole anche fare qualche bagno: in questo caso costumi troppo appariscenti o elaborati potrebbero creare qualche problema.</p>
<h2>Corporatura</h2>
<p>È possibile scegliere il costume ideale che esalti punti di forza e attenui piccoli difetti fisici di noi donne. Il trucco è scegliere il costume in relazione al proprio fisico.</p>
<div></div>
<ul>
<li><strong>Corporatura ad H</strong><br />
Per le donne magre, che hanno le spalle di grandezza proporzionale ai fianchi e il punto vita ben definito il bikini a triangolo è senza dubbio la scelta migliore. Infatti l’effetto dei laccetti legati intorno al collo smorza l’effetto “rettangolo” di questa conformazione fisica, esaltando la femminilità. Per lo slip, osate con i laccetti se avete le gambe magre e volete sembrare più sbarazzine, altrimenti andrà bene uno slip a vita bassa. Se si sceglie un modello intero, si può pensare ad una fantasia geometrica, che enfatizza il punto vita. Questa corporatura può rispecchiare anche una donna formosa con un girovita piuttosto largo. Se fate parte di questa seconda categoria, bisogna far si che l’attenzione si concentri tutta sul decolleté: per esempio, si potrebbe optare per un costume intero opaco, che ha il pregio di celare i chili di troppo. Se è prevista un’imbottitura, il figurone è assicurato. Se non volete rinunciare ai due pezzi, dovrete sceglierli nelle versioni con slip normale (non a pantaloncino o a culotte) e non sgambati, perché danno un immagine ancora più tarchiata. Da abolire i reggiseni a fascia e le scollatura rettangolari, che appesantiscono la figura.</li>
<li><strong>Corporatura a triangolo capovolto</strong><br />
Le donne di questa tipologia hanno spalle molto larghe, mentre i fianchi sono piccoli. Sottolineare la linea è possibile scegliendo un due pezzi a vita alta. In questo modo otterrete un effetto slanciato, coprendo eventualmente la pancia in eccesso e rendendo più armoniosi i fianchi. Per chi ha il seno piccolo, meglio puntare su un reggiseno push-up. Il costume intero è poi molto indicato, ancora di più se la scollatura è a V. Evitate i modelli olimpionici, che potrebbero rendervi ancora più mascolina, e gli slip a vita bassa, che portano l’attenzione alle spalle.</li>
<li><strong>Corporatura a pera</strong><br />
È quella che identifica le donne con i fianchi molto larghi. Scegliete un due pezzi, , puntando però l’attenzione sul seno, che dovrete far risaltare attraverso un reggiseno imbottito, possibilmente che si leghi dietro alla nuca ampliando la scollatura. Gli slip a vita bassa accentueranno ancora di più l’attenzione sulla parte alta, distogliendola dai fianchi. Da evitare nella maniera più assoluta gli slip a vita alta, che aumentano e arrotondano ancora di più fianchi e gambe.</li>
<li><strong>Corporatura ad 8</strong><br />
La donna di questa tipologia è senza dubbio una figura proporzionata: spalle e fianchi sono della stessa larghezza, è il punto vita è definito. Non c’è modello di costume che tu non possa sfoggiare. L’importante è stare attenta ai costumi interi: è necessario che seguano armoniosamente le tue forme, per non conferirti un aspetto troppo robusto. Con le maniglie dell’amore, i laccetti vanno allacciati molto morbidamente, per evitare l’effetto salsicciotto!</li>
</ul>
<h2>Colori</h2>
<p>Se l’aspetto estetico per voi è importante, cominciamo a precisare che la scelta del costume va fatta, tra le altre cose, anche in base al colorito della pelle. Per le carnagioni più chiare, sono adatti dei colori tenui, in modo da non far risaltare ancora di più la “tintarella color latte”. Per chi ha già una carnagione scura, i costumi dai toni più accesi non creeranno nessun problema.</p>
<h2>Modelli</h2>
<p>È difficile star dietro alle mode a ai tantissimi modelli che ogni anno ci propongono. Tendenzialmente, sarebbe meglio affidarsi al modello più in voga fino ad un certo punto, e scegliere il costume soprattutto in base alla propria fisicità. Meglio quindi optare per un costume intero se si è un po’ grosse, e lasciare il bikini a quelle più smilze e proporzionate.</p>
<h2>Qualità</h2>
<p>È vero che i costumi sopravvivono al massimo due stagioni, e poi vengono messi nel dimenticatoio, ma è altrettanto importante che il costume scelto sia anche di buona fattura, per non rischiare di doverlo cambiare prima del tempo a causa di rotture e perdita di elasticità. Osservate quindi con attenzione la resistenza del materiale, il fatto che i colori non si stingano con il lavaggio o con il cloro se andate in piscina, controllate poi i dettagli come cuciture e ferretti.</p>
<h2>Prova costume</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.egolden.it/preziosaintimo/"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-4990" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/images-150x150.jpg" alt="Abbigliamento intimo femminile" width="150" height="150" />Preziosaintimo Offerte Costumi &#8211; 30%</a></p>
<p>Esattamente come un qualsiasi capo di abbigliamento, anche il costume ha bisogno di essere provato, perché può esaltare o correggere alcune imperfezioni fisiche. Solo il costume che non accentuerà i vostri difetti sarà quello con il quale vi sentirete più a vostro agio. Ad esempio, per chi ha un seno piccolo, non si addicono le fasce, che stringono e appiattiscono, ma andrà meglio un bikini a triangolo, magari con il reggiseno imbottito. Per chi invece ha delle forme sinuose, non basta semplicemente adottare un costume intero, ma bisognerà valutarne la vestibilità: se il costume non aderisce bene al fondoschiena si rischia di avere un brutto effetto. Se avete anche il minimo dubbio che il costume che state misurando non sia adatto alla vostra personalità o al vostro fisico, non esitate a provarne altri. È importante la sensazione che abbiamo quando ci osserviamo con quel costume: se anche fosse di ottima fattura ma non ci piacesse indosso, non avrebbe senso comprarlo: certamente sarebbe una delle prime cose che non portereste fino all’estate successiva.</p>
<p>a cura di  <a title="Guida acquisti" href="http://www.guidaacquisti.net/%C2%A0" target="_blank">www.guidaacquisti.net</a></p>
</div>
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		<title>Partecipa alla Grande Raccolta Punti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2016 09:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Offerte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="600" height="380" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/04/Punti-sconti.png" class="attachment-large wp-post-image" alt="Punti e Sconti" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Partecipa alla Raccolta Punti eGolden Registrati, Acquista, Condividi sui social e Visita&#8230;Otterrai i punti che potrai scegliere di convertire in sconti del: -5% -10% -15% -20% Ecco come acquisire i punti: https://www.egolden.it/raccolta-punti/ &#160;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="380" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/04/Punti-sconti.png" class="attachment-large wp-post-image" alt="Punti e Sconti" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><h4>Partecipa alla Raccolta Punti eGolden</h4>
<p>Registrati, Acquista, Condividi sui social e Visita&#8230;Otterrai i punti che potrai scegliere di convertire in sconti del: <span style="color: #ff6600;">-<strong>5% -10% -15% -20%</strong></span><br />
Ecco come acquisire i punti:<br />
<a title="Come si Acquisiscono i Punti" href="https://www.egolden.it/raccolta-punti/">https://www.egolden.it/raccolta-punti/</a></p>
<p><a href="https://www.egolden.it/raccolta-punti/"><img class="aligncenter size-full wp-image-115571" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/04/Punti-sconti.png" alt="Punti e Sconti" width="600" height="380" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Windows 10 riduce la durata della Batteria?</title>
		<link>https://www.egolden.it/windows-10-riduce-la-durata-della-batteria/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 08:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[laptop]]></category>
		<category><![CDATA[portatile]]></category>
		<category><![CDATA[windows 10]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Windows 10 riduce la durata della Batteria? Sembra ormai confermato che con l&#8217;istallazione di windows 10 la durata della batteria dei propri laptop si riduca. Molti utenti lamentano che dal giorno dell&#8217;istallazione la durata della batteria si è ridotta drasticamente in alcuni casi anche del 50%. E&#8217; possibile utilizzare alcuni strumenti che permettono di monitorare e gestire al meglio la durata della batteria del proprio portatile. Attivare la funzione “Risparmia batteria” di Windows 10 Si tratta di una nuova  funzione introdotta da Windows 10, che ha il seguente scopo: impedire l’esecuzione di servizi in background che scaricano la batteria, sincronizzando dati e ricevendo notifiche (si avranno, ovviamente, interruzioni in tali funzioni); diminuire la luminosità del display, per consentire di estendere l’utilizzo del portatile quando la batteria scende sotto una determinata percentuale. Per raggiungere questa funzione, basta cliccare su Impostazioni &#62; Sistema e scegliere Risparmia batteria. Da Impostazioni &#62; Privacy &#62;App in background è inoltre possibile decidere quali app mantenere attive in background, consentendo quindi di ottenere un risparmio ulteriore di batteria anche quando la funzione Risparmia batteria è disabilitata. &#160; Impostare lo spegnimento del display e la sospensione Se prevedete delle assenze ripetute dalla postazione di lavoro, potete impostare lo spegnimento del display e la sospensione del PC dopo pochi minuti, evitando un dispendio inutile di energia. E’ possibile farlo con immediatezza da Start &#62; Impostazioni &#62; Sistema &#62; Alimentazione e sospensione. Mantenere bassa la luminosità del display Il display è una delle componenti che hanno un maggior impatto sulla batteria; se il PC è alimentato a batteria e l’ambiente lo consente – cioè la luminosità [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Windows 10 riduce la durata della Batteria?</h2>
<p>Sembra ormai confermato che con l&#8217;istallazione di windows 10 la durata della batteria dei propri laptop si riduca. Molti utenti lamentano che dal giorno dell&#8217;istallazione la durata della batteria si è ridotta drasticamente in alcuni casi anche del 50%.<br />
E&#8217; possibile utilizzare alcuni strumenti che permettono di monitorare e gestire al meglio la durata della batteria del proprio portatile.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Attivare la funzione “Risparmia batteria” di Windows 10</span></h3>
<p>Si tratta di una nuova  funzione introdotta da Windows 10, che ha il seguente scopo:</p>
<ul>
<li><strong>impedire l’esecuzione di servizi in</strong> background che scaricano la batteria, sincronizzando dati e ricevendo notifiche (si avranno, ovviamente, interruzioni in tali funzioni);</li>
<li><strong>diminuire la luminosità del display</strong>, per consentire di estendere l’utilizzo del portatile quando la batteria scende sotto una determinata percentuale.</li>
</ul>
<p>Per raggiungere questa funzione, basta cliccare su <strong>Impostazioni</strong> &gt; <strong>Sistema</strong> e scegliere <strong>Risparmia batteria</strong><strong>.<br />
</strong><br />
<a href="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/04/Windows-statistiche-batteria-2.png"><img class="aligncenter  wp-image-115530" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/04/Windows-statistiche-batteria-2.png" alt="Windows-statistiche-batteria-2" width="718" height="493" /></a></p>
<p>Da <strong>Impostazioni &gt; Privacy &gt;App in background </strong>è inoltre possibile decidere <strong>quali app mantenere attive in background</strong>, consentendo quindi di ottenere un risparmio ulteriore di batteria anche quando la funzione Risparmia batteria è disabilitata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Impostare lo spegnimento del display e la sospensione</span></h3>
<p>Se prevedete delle assenze ripetute dalla postazione di lavoro, potete impostare lo spegnimento del display e la sospensione del PC dopo pochi minuti, evitando un dispendio inutile di energia.<br />
E’ possibile farlo con immediatezza da <strong>Start &gt; Impostazioni &gt; Sistema &gt; Alimentazione e sospensione.</strong></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Mantenere bassa la luminosità del display</span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Il display è<strong> una delle</strong> <strong>componenti che hanno un maggior impatto sulla batteria</strong>; se il PC è alimentato a batteria e l’ambiente lo consente – cioè la luminosità esterna non è troppo elevata – è sempre consigliabile diminuire manualmente la luminosità del display, da<strong> Start &gt;</strong> <strong>Impostazioni &gt; Sistema &gt; Schermo</strong>, o dai<strong> tasti rapidi (</strong>ad es: fn+F5), oppure cliccando sull’icona della batteria nella barra in basso a destra, e poi sul simbolo della luminosità, che fa scegliere 4 livelli preimpostati (25%, 50%, 75% e 100%).</span></p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Generare un report Storico sulla Batteria</span></h3>
<p>E&#8217; possibile avere informazioni e cronologia sulla durata della batteria seguendo questi semplici passi.</p>
<ul>
<li>Tasto destro sull&#8217;icona Windows (icona in basso a sinistra nella taskbar)</li>
<li>Selezionare &#8216;Prompt dei comandi (amministratore)&#8217;</li>
<li>Copiare, incollare <strong>powercfg /batteryreport /output &#8220;C:\battery_report.html&#8221; </strong>(è possibile sostituire il percorso C:\ con un qualsiasi altro percorso a scelto dall&#8217;utente) e dare l&#8217;invio.</li>
</ul>
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		<title>Bacche di Goji &#8211; Proprietà e Principi attivi</title>
		<link>https://www.egolden.it/bacche-di-goji-proprieta-e-principi-attivi/</link>
		<comments>https://www.egolden.it/bacche-di-goji-proprieta-e-principi-attivi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 16:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="750" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/03/goji.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="Bacche di goji" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Bacche di Goji &#8211; Proprietà e Principi attivi Le Bacche di Goji sono  frutti il cui nome è conosciuto nella medicina tradizionale cinese come Frutto di Licia ovvero in latino: Fructus Lycii La parola Goji, invece è un&#8217;approssimazione della pronuncia cinese gǒuqǐ (枸杞), nome cinese per bacca, potrebbe derivare dalla stessa radice che ha la parola persiana gojeh (گوجه) che significa anch&#8217;essa bacca. Il frutto è una bacca rossa leggermente allungata e contenente diversi semini appiattiti. Queste bacche rosse crescono spontaneamente nelle valli himalayane, nella Mongolia, nel Tibet, nelle province della Cina dello Xinjiang, dello Ningxia, e nella regione autonoma della Mongolia Interna. Vengono coltivate da migliaia di anni e sono considerate un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese. Le bacche di Goji contengono più betacarotene rispetto alle carote, proteine (circa il 10 per cento), notevoli quantità di ferro (8/9 mg per 100 grammi, molto più degli spinaci, simili alle lenticchie), ben 21 tracce di minerali, 18 aminoacidi, vitamina C in quantità assolutamente superiore a quella delle arance (fino a 400 volte maggiore per unità di peso), vitamina E, vitamine del gruppo B (B1, B2 e B6), oligoelementi. Principi attivi Alcune delle principali sostanze contenute nelle bacche di Goji: Betaina Beta-sitosterolo Ciperone Germanio Solavetivone Fisalina Zeaxantina Luteina 100 grammi di bacche contengono: Grassi totali 5,7 g Grassi saturi 1,1 g Proteine 10,6 g Carboidrati 21 g Zuccheri 17,3 g Sodio 24 mg Calcio 112,5 mg Ferro 8,4 mg Fibre crude 7,70 g Vitamina C 306 mg Carotene 7,38 mg Amminoacidi 8,48 mg Vitamina B1 0,15 [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/03/goji.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="Bacche di goji" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><h1>Bacche di Goji &#8211; Proprietà e Principi attivi</h1>
<p>Le Bacche di Goji sono  frutti il cui nome è conosciuto nella medicina tradizionale cinese come Frutto di Licia ovvero in latino: Fructus Lycii<br />
La parola Goji, invece è un&#8217;approssimazione della pronuncia cinese gǒuqǐ (枸杞), nome cinese per <i>bacca</i>, potrebbe derivare dalla stessa radice che ha la parola persiana gojeh (<b><big>گوجه</big></b>) che significa anch&#8217;essa <i>bacca</i>.</p>
<p>Il frutto è una bacca rossa leggermente allungata e contenente diversi semini appiattiti.</p>
<p><a href="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/03/goji.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-115501" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/03/goji.jpg" alt="goji" width="1000" height="750" /></a></p>
<p>Queste bacche rosse crescono spontaneamente nelle valli himalayane, nella Mongolia, nel Tibet, nelle province della Cina dello Xinjiang, dello Ningxia, e nella regione autonoma della Mongolia Interna. Vengono coltivate da migliaia di anni e sono considerate un elemento essenziale nella medicina tradizionale cinese.<br />
Le bacche di Goji contengono più betacarotene rispetto alle carote, proteine (circa il 10 per cento), notevoli quantità di ferro (8/9 mg per 100 grammi, molto più degli spinaci, simili alle lenticchie), ben 21 tracce di minerali, 18 aminoacidi, vitamina C in quantità assolutamente superiore a quella delle arance (fino a 400 volte maggiore per unità di peso), vitamina E, vitamine del gruppo B (B1, B2 e B6), oligoelementi.</p>
<h4>Principi attivi</h4>
<p>Alcune delle principali sostanze contenute nelle bacche di Goji:<br />
Betaina<br />
Beta-sitosterolo<br />
Ciperone<br />
Germanio<br />
Solavetivone<br />
Fisalina<br />
Zeaxantina<br />
Luteina</p>
<p>100 grammi di bacche contengono:</p>
<p>Grassi totali 5,7 g<br />
Grassi saturi 1,1 g<br />
Proteine 10,6 g<br />
Carboidrati 21 g<br />
Zuccheri 17,3 g<br />
Sodio 24 mg<br />
Calcio 112,5 mg<br />
Ferro 8,4 mg<br />
Fibre crude 7,70 g<br />
Vitamina C 306 mg<br />
Carotene 7,38 mg<br />
Amminoacidi 8,48 mg<br />
Vitamina B1 0,15 mg<br />
Polisaccaridi 46,5 mg</p>
<p>La medicina tradizionale cinese attribuisce alle bacche di goji, numerose proprietà curative e preventive. Già nell&#8217;antico manuale di erboristeria Shennong Ben Cao Jing la pianta viene citata come curativa per una serie di mali e anche efficace per fortificare muscoli e ossa e rallentare l&#8217;invecchiamento.</p>
<p>Oggi le bacche di goji sono presenti anche nel mercato occidentale, essiccate o in concentrato miscelato con altri prodotti. Una dose media è rappresentata da circa 20 grammi giornalieri.</p>
<p><a href="https://www.egolden.it/etnatost/prodotto/bacche-di-goji-da-gr-50/"><img class="aligncenter  wp-image-115505" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2016/03/bacche-di-goji.jpg" alt="bacche di goji" width="489" height="356" /></a></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.egolden.it">eGolden Network</a></p>
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		<item>
		<title>Come scegliere il pellet migliore</title>
		<link>https://www.egolden.it/come-scegliere-il-pellet-migliore/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2015 10:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come scegliere il pellet migliore Autore Andrea Pilotti Il pellet è un combustibile basato sulla segatura proveniente dalla lavorazione industriale del legno, essiccata e compressa in piccoli cilindri. Ovviamente questi prodotti non sono tutti uguali, leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il miglior pellet in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore. Come scegliere Deve essere interamente realizzato in legno, senza corteccia, senza aggiunte di carta o cartone. È una caratteristica di basilare importanza per la scelta del pellet, visto che il legno produce più calore e meno cenere, rendendo la stufa più efficiente. &#160; Come si distingue un buon prodotto da uno scadente? Il modo migliore per assicurarsi della qualità di un pellet da stufa è l’odore; basta prenderne una manciata e annusarla: se sentite un piacevole odore di legna fresca, i cilindretti che avete in mano sono di buona qualità, mentre qualsiasi altro odore indica che sono realizzati con l’aggiunta di altri prodotti o additivi. In particolar modo, gli odori che devono far scattare il campanello di allarme sono odore di cartone o di colla; in tal caso raccomandiamo di non utilizzare questi prodotti, in quanto oltre a non produrre molto calore potrebbero addirittura danneggiare le componenti interne della stufa, soprattutto nel caso di colla. Spesso i rivenditori di questi pellet di scarsa qualità tentano di vendere il prodotto con la scusa che si tratta di materiale da riciclo, facendo leva quindi sulla sensibilità ecologia delle persone, ma bruciare il cartone non vuol dire [&#8230;]</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.egolden.it">eGolden Network</a></p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Come scegliere il pellet migliore</h1>
<p>Autore <a href="http://www.guidaacquisti.net/andrea-pilotti" rel="author">Andrea Pilotti</a> <i class="fa fa-check-circle"></i></p>
<div class="entry" align="justify">
<p>Il pellet è un combustibile basato sulla segatura proveniente dalla lavorazione industriale del legno, essiccata e compressa in piccoli cilindri. Ovviamente questi prodotti non sono tutti uguali, leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il miglior pellet in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.</p>
</div>
<div class="clear"></div>
<article>
<div id="post-67588" class="post post-67588 type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-casa">
<div class="media-single-content"><img class="attachment-thumbnail-single-image size-thumbnail-single-image wp-post-image aligncenter" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Pellet-per-stufe.jpg" alt="Pellet per stufe domestiche" width="675" height="382" /></div>
<div class="entry">
<h2>Come scegliere</h2>
<p>Deve essere interamente realizzato in legno, senza corteccia, senza aggiunte di carta o cartone. È una caratteristica di basilare importanza per la scelta del pellet, visto che il legno produce più calore e meno cenere, rendendo la stufa più efficiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come si distingue un buon prodotto da uno scadente?</h3>
<p>Il modo migliore per assicurarsi della qualità di un pellet da stufa è l’odore; basta prenderne una manciata e annusarla: se sentite un piacevole odore di legna fresca, i cilindretti che avete in mano sono di buona qualità, mentre qualsiasi altro odore indica che sono realizzati con l’aggiunta di altri prodotti o additivi.</p>
<p>In particolar modo, gli odori che devono far scattare il campanello di allarme sono odore di cartone o di colla; in tal caso raccomandiamo di non utilizzare questi prodotti, in quanto oltre a non produrre molto calore potrebbero addirittura danneggiare le componenti interne della stufa, soprattutto nel caso di colla.</p>
<p>Spesso i rivenditori di questi pellet di scarsa qualità tentano di vendere il prodotto con la scusa che si tratta di materiale da riciclo, facendo leva quindi sulla sensibilità ecologia delle persone, ma bruciare il cartone non vuol dire riciclare e fare del bene al pianeta, anzi, vuol dire danneggiare stufa e ambiente.</p>
<h3>Sono meglio i cilindretti in legno duro o morbido?</h3>
<p>Istintivamente, quasi tutti saremmo portati a rispondere legno duro! Ma quando si tratta di pellet non è sempre così, in quanto i pellet si pagano in base al peso e non al volume, e il legno morbido, quando secco, pesa due o tre volte meno di quello duro, con lo stesso rendimento. I pellet in legno morbido, inoltre, producono il 20% o il 30% in più di BTU rispetto agli altri, creando anche ceneri più leggere.</p>
<h3>Cosa vuol dire CO2 neutrale?</h3>
<p>Nonostante anche una stufa a pellet produca CO2 il combustibile utilizzato proviene da un albero che ha consumato CO2 per tutta la sua vita, restituendo in cambio ossigeno. Quindi, diversamente dal carbone, dal petrolio e dal gas, che creano grandi quantitativi di CO2 ma non ne hanno mai consumata neanche un po’, un pellet di legno è un prodotto neutrale, che produce la stessa quantità di CO2 che ha consumato.</p>
<h3>Il pellet rispetta l’ambiente?</h3>
<p>La maggior parte dei produttori aderisce a specifici piani di riforestazione delle aree boschive utilizzate, piantando sei nuovi alberi per ogni albero tagliato, rendendo il pellet il combustibile con il minor impatto ambientale tra tutti quelli disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di  <a title="Guida acquisti" href="http://www.guidaacquisti.net/%C2%A0" target="_blank">www.guidaacquisti.net</a></p>
</div>
</div>
</article>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.egolden.it">eGolden Network</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Migliori alimenti per proteggere le articolazioni</title>
		<link>https://www.egolden.it/migliori-alimenti-per-proteggere-le-articolazioni/</link>
		<comments>https://www.egolden.it/migliori-alimenti-per-proteggere-le-articolazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 17:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[articolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[curcuma]]></category>
		<category><![CDATA[naturali]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[salmone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I Migliori alimenti per proteggere le articolazioni Autore Andrea Pilotti Le articolazioni come ginocchia, anche, spalle e caviglie svolgono un ruolo importante all’interno del nostro corpo, quello di sostegno e mobilità. Mantenerle in salute attraverso un’alimentazione corretta può prevenire e dunque rallentare i segni del tempo e un’eventuale predisposizione genetica all’usura, soprattutto quando si fa attività fisica quotidiana. Leggi la mia guida per conoscere i migliori alimenti che aiutano a preservare la salute delle articolazioni. Parto da quelli che sono gli alimenti maggiormente presenti nella nostra dieta: l’olio extravergine di oliva, le arance e il salmone. L’olio extravergine di oliva, così come dimostrato da una ricerca dell’Università di Catania svolta su ratti con problemi alle articolazioni, ha il potere di aumentare i livelli di lubricina, una proteina del liquido sinoviale dall’azione lubrificante il cui fine è quello di proteggere la cartilagine. Perché sia efficace deve essere di primissima qualità e occorre adoperarlo come condimento nelle nostre pietanze quotidiane, considerate che esistono prodotti biologici che arrivano a costare 18 euro al litro, ma sono dei veri è propri medicinali per la salute delle articolazioni. Gli agrumi, in particolare le arance, contengono la nobiletina, un bioflanoide in grado di diminuire il dolore e l’infiammazione in caso di osteoartrite. Per ottenere risultati positivi occorre assumere tutti giorni arance intere, provvisti di buccia, preferibilmente sotto forma di frullati. Chi ama consumarle intere Il salmone è noto per la sua elevata quantità di omega 3, grassi benefici che hanno la capacità di diminuire l’infiammazione alle articolazioni soprattutto in chi soffre di artrite. Alcuni studi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-top">
<h1 class="article-title entry-title">I Migliori alimenti per proteggere le articolazioni</h1>
<p class="article-title entry-title">Autore <a href="https://plus.google.com/+AndreaPilotti?rel=author" rel="nofollow">Andrea Pilotti</a></p>
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<p>Le articolazioni come ginocchia, anche, spalle e caviglie svolgono un ruolo importante all’interno del nostro corpo, quello di sostegno e mobilità. Mantenerle in salute attraverso un’alimentazione corretta può prevenire e dunque rallentare i segni del tempo e un’eventuale predisposizione genetica all’usura, soprattutto quando si fa attività fisica quotidiana. Leggi la mia guida per conoscere i migliori alimenti che aiutano a preservare la salute delle articolazioni.</p>
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<div class="media-single-content"><img class="attachment-thumbnail-single-image wp-post-image aligncenter" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/alimenti-per-salute-articolazioni.jpg" alt="alimenti-per-salute-articolazioni" width="672" height="365" /></div>
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<p>Parto da quelli che sono gli alimenti maggiormente presenti nella nostra dieta:<strong> l’olio extravergine di oliva</strong>, le <strong>arance </strong>e il<strong> salmone</strong>.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-78581" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/olio-extra-vergine-di-oliva.jpg" alt="olio-extra-vergine-di-oliva" width="300" height="211" />L’olio extravergine di oliva</strong>, così come dimostrato da una ricerca dell’Università di Catania svolta su ratti con problemi alle articolazioni, ha il potere di aumentare i livelli di <strong>lubricina</strong>, una proteina del liquido sinoviale dall’azione lubrificante il cui fine è quello di proteggere la cartilagine. Perché sia efficace deve essere di primissima qualità e occorre adoperarlo come condimento nelle nostre pietanze quotidiane, considerate che esistono prodotti biologici che arrivano a costare 18 euro al litro, ma sono dei veri è propri medicinali per la salute delle articolazioni.</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-78584" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/agrumi.jpg" alt="agrumi" width="300" height="291" />Gli agrumi</strong>, in particolare le arance, contengono la <strong>nobiletina</strong>, un bioflanoide in grado di diminuire il dolore e l’infiammazione in caso di osteoartrite. Per ottenere risultati positivi occorre assumere tutti giorni arance intere, provvisti di buccia, preferibilmente sotto forma di frullati. Chi ama consumarle intere</p>
<p><strong>Il salmone</strong> è noto per la sua elevata quantità di omega 3, grassi benefici che hanno la capacità di diminuire l’infiammazione alle articolazioni soprattutto in chi soffre di artrite. Alcuni studi hanno messo in evidenza che l’uso di salmone fresco o in scatola è in grado di diminuire l’uso di farmaci come l’ibuprofene, adoperati normalmente per ostacolare l’infiammazione.</p>
<p>Hanno potere antinfiammatorio anche il <strong>kefir</strong> e il <strong>curcuma</strong>. <strong>Il kefir</strong> è un latte fermentato contenente i Lactobacillus càsei, batteri salutari in grado di diminuire l’infiammazione al livello delle articolazioni e diminuire la rigidità muscolare. E’ preferibile assumere il kefir naturale, privo di zuccheri aggiunti, da versare nei frullati oppure in sostituzione del latte con i cereali.</p>
<p><strong><img class="alignleft wp-image-78582 size-full" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/curcuma.jpg" alt="curcuma" width="300" height="200" />Il curcuma</strong> è una spezia ricca di curcumina dall’azione antinfiammatoria, che se aggiunta regolarmente alle verdure, ma anche al riso o ai fagioli può ridurre l’infiammazione alle articolazioni in persona affette da osteoartrite. L’assunzione di curcuma tutti i giorni equivale ad assumere circa 80 mg di ibuprofene al giorno.</p>
<p>Ultimamente accanto alle cure tradizionali per l’artrite e l’osteoartrite inizia a diffondersi l’uso di <strong>Glucosamina e Condroitin</strong> <strong>solfato</strong> e di<strong>UC-II</strong> sotto forma di compresse. La <strong>Glucosamina e il Condroitin</strong> <strong>solfato</strong> sono dei polisaccaridi ad alto peso molecolare la cui funzione è quella di ricostruire la cartilagine articolare. Gli studiosi sono però scettici circa la loro efficacia ma dal momento che in alcune persone hanno comunque avuto effetti positivi perché non provarli.</p>
<p><strong>L’UC-II</strong> è un collagene denaturato i cui effetti positivi sono stati messi in evidenza da alcune ricerche effettuate su pazienti con dolore alle ginocchia. Quest’ultimi dopo aver assunto una dose giornaliera di 40 gr di collagene per 4 mesi, non hanno avvertito più alcun dolore. L’UC-II sembra infatti eliminare la formazione di quelle sostanze che causano danni alla cartilagine.</p>
<p>a cura di  <a title="Guida acquisti" href="http://www.guidaacquisti.net/ " target="_blank">www.guidaacquisti.net</a></p>
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		<title>Quadri per arredamento</title>
		<link>https://www.egolden.it/quadri-per-arredamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 07:21:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quadri per arredamento Autore Andrea Pilotti Quadri ben selezionati possono creare una bella atmosfera per qualsiasi stanza. Troverete una vasta selezione di quadri tra cui scegliere: dai paesaggi ai ritratti, dall’Impressionismo al Surrealismo. Se volete fare un affare e acquistare una vera opera d’arte, dovete capire quale tipo di quadro volete e quali domande fare al venditore. Tipologie Nella scelta di quale tipo di quadro acquistare, considerate se volete collezionare quadri di un particolare artista, periodo, genere o semplicemente aggiungere personalità al vostro arredamento. Stili popolari di pittura includono: Impressionisti Durante l’Impressionismo, alla fine del 19° secolo, pittori come Monet e Renoir modificavano le loro pennellate per approssimare gli effetti dei cambiamenti dell’illuminazione su un soggetto. L’Impressionismo è ancora oggi uno stile popolare per pittori moderni, collezionisti e appassionati d’arte. Pop art La Pop art raffigura oggetti contemporanei, simbolo della cultura moderna. Il movimento pop art è quasi sempre associato a Andy Warhol e Jasper Johns. Realisti I quadri Realisti sono riproduzioni fedeli e realistiche dei soggetti, e nascono dall’idea che ogni soggetto sia degno di essere dipinto. Surrealisti Il Surrealismo, un fantastico approccio all’arte, raffigura soggetti che agiscono in modo innaturale o sono ritratti insieme inaspettatamente, come in un sogno. Astratti Nell’arte astratta, un artista esagera o semplifica la forma del soggetto per suscitare emozioni o collegarlo ad altri significati. Art decò L’Art Decò, una forma di arte astratta, celebra le scoperte in campo tecnico degli anni ’20 e ’30. I quadri Art deco hanno un aspetto metallico, angoli insoliti e usano i colori [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-top">
<h1 class="article-title entry-title">Quadri per arredamento</h1>
<p>Autore <a href="https://plus.google.com/+AndreaPilotti?rel=author" rel="nofollow">Andrea Pilotti</a> <i class="fa fa-check-circle"></i></p>
<div class="entry" align="justify">
<p>Quadri ben selezionati possono creare una bella atmosfera per qualsiasi stanza. Troverete una vasta selezione di quadri tra cui scegliere: dai paesaggi ai ritratti, dall’Impressionismo al Surrealismo. Se volete fare un affare e acquistare una vera opera d’arte, dovete capire quale tipo di quadro volete e quali domande fare al venditore.</p>
</div>
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<article>
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<div class="entry">
<p><img class="size-full wp-image-10205 aligncenter" title="Quadri" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Quadri.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<h2>Tipologie</h2>
<p>Nella scelta di quale tipo di quadro acquistare, considerate se volete collezionare quadri di un particolare artista, periodo, genere o semplicemente aggiungere personalità al vostro arredamento. Stili popolari di pittura includono:</p>
<ul>
<li><strong>Impressionisti</strong><br />
Durante l’Impressionismo, alla fine del 19° secolo, pittori come Monet e Renoir modificavano le loro pennellate per approssimare gli effetti dei cambiamenti dell’illuminazione su un soggetto. L’Impressionismo è ancora oggi uno stile popolare per pittori moderni, collezionisti e appassionati d’arte.</li>
<li><strong>Pop art</strong><br />
La Pop art raffigura oggetti contemporanei, simbolo della cultura moderna. Il movimento pop art è quasi sempre associato a Andy Warhol e Jasper Johns.</li>
<li><strong>Realisti</strong><br />
I quadri Realisti sono riproduzioni fedeli e realistiche dei soggetti, e nascono dall’idea che ogni soggetto sia degno di essere dipinto.</li>
<li><strong>Surrealisti</strong><br />
Il Surrealismo, un fantastico approccio all’arte, raffigura soggetti che agiscono in modo innaturale o sono ritratti insieme inaspettatamente, come in un sogno.</li>
<li><strong>Astratti</strong><br />
Nell’arte astratta, un artista esagera o semplifica la forma del soggetto per suscitare emozioni o collegarlo ad altri significati.</li>
<li><strong>Art decò</strong><br />
L’Art Decò, una forma di arte astratta, celebra le scoperte in campo tecnico degli anni ’20 e ’30. I quadri Art deco hanno un aspetto metallico, angoli insoliti e usano i colori delle industrie.</li>
</ul>
<p>Prima di concludere l’acquisto, assicuratevi che lo stile di pittura che scegliete si abbini bene all’arredamento della camera nella quale appenderete il quadro. Ad esempio, su un pannello di legno starebbe meglio una scena di caccia Realista del 19° secolo, piuttosto che un colorato paesaggio cittadino in stile Art Deco.</p>
<h2>Galleria d’arte</h2>
<p>Prima di acquistare un quadro, fate attenzione ai dettagli dell’offerta, inclusi descrizione delle dimensioni del dipinto e sue condizioni. Le immagini possono darvi un’idea delle dimensioni e delle condizioni del quadro. Assicuratevi anche di capire i termini comunemente usati nel mondo dell’arte, in modo da ottenere tutte le informazioni che possono rassicurarvi sul vostro acquisto.</p>
<ul>
<li><strong>Catalogo raisonné</strong><br />
Il catalogo raisonné, una lista comprensiva di tutte le opere di un artista, include dettagli sulla paternità di ogni dipinto, attuali condizioni e immagini di ogni quadro.</li>
<li><strong>Autentica</strong><br />
L’autentica è un documento che riporta i precedenti proprietari e le condizioni di un quadro, oltre ai luoghi nei quali è stato esposto. L’autentica aiuta a provare l’originalità di un pezzo e i venditori dovrebbero essere in grado di fornirla. L’autentica di vecchi dipinti può essere incompleta o inesistente, dal momento che la documentazione può andare persa o danneggiata nel lungo periodo.</li>
<li><strong>Prova di autenticità</strong><br />
Anche se è difficile attestare senza ombra di dubbio che un quadro sia un’opera autentica di un particolare artista, chiedete la prova che un esperto con buone credenziali abbia studiato il quadro e ne abbia verificato l’autenticità. Questo esperto neutrale dovrebbe anche essere in grado di fornire credenziali che dimostrino la sua competenza nell’ambito di un determinato stile, genere o artista. Non accettate nessun tipo di certificato di autenticità: nel mondo dell’arte in genere non si usano.</li>
<li><strong>Attribuzione</strong><br />
Le parole “attribuito a” indicano che un esperto ha valutato lo stile di un quadro e altri fattori e ha stabilito che probabilmente è stato realizzato da un determinato artista. Tuttavia, l’esperto non ha potuto dare la conferma definitiva che quell’artista abbia realizzato il quadro.</li>
</ul>
<p>Se volete acquistare delle opere d’arte a scopo puramente decorativo, potete risparmiare acquistando riproduzioni di qualità. Ad esempio, le riproduzioni digitali ad alta risoluzione, chiamate giclèe, resistono bene al tempo e sono persino esposte in alcune gallerie. Queste stampe ad alta risoluzione vengono prodotte a partire da immagini digitali attraverso una stampante a getto d’inchiostro a sei colori, e possono essere stampate su tela, carta o altri media.</p>
<h2>Come scegliere</h2>
<p>Se avete intenzione di scegliere dei quadri per aggiungere un tocco di eleganza al vostro arredamento, dovete misurare in maniera precisa lo spazio disponibile sulle pareti: sapere quanto spazio avete a disposizione si rivelerà molto utile per scegliere i quadri più adatti a creare un’atmosfera di classe all’interno della vostra abitazione. La maggior parte delle persone ama appendere i quadri nel salotto, ma è possibile trovare uno spazio adatto anche sui muri della propria camera da letto o della cucina.  E’ importante che le misure del quadro siano proporzionate rispetto a quelle dello spazio a disposizione: un quadro così grande da riempire il muro sembrerebbe eccessivo, ma anche un quadro troppo piccolo peggiorerebbe l’estetica della stanza, dal momento che farebbe notare di più lo spazio vuoto intorno ad esso. Quando si parla di quadri, è molto importante trovare il giusto equilibrio. Se vi piacciono i quadri di grandi dimensioni, esistono dei modelli costituiti da più quadri che vanno disposti sulla parete a una certa distanza gli uni dagli altri. Si tratta di un’alternativa molto originale, dal momento che i quadri che costituiscono la composizione formano un unico disegno o panorama.</p>
<p>Un bel quadro non è necessariamente molto costoso, e un prezzo alto non vi garantisce l’acquisto di un’opera d’arte. Considerate, inoltre, che delle buone copie possono avere un fascino del tutto simile a quello dell’originale, perciò non è necessario spendere una fortuna per abbellire le proprie pareti. Pochi possono permettersi, ad esempio, di acquistare delle opere originali di Picasso, ma le copie possono ugualmente donare un tocco di fascino alla vostra abitazione.  Riflettete bene prima di acquistare un quadro, poiché è una decisione importante che va presa con attenzione. Entusiasmarsi per un quadro è facile, ma se prima di acquistarlo acquisirete un po’ di informazioni, ad esempio chiedendo a un amico esperto di accompagnarvi, non rischierete di pentirvi della vostra scelta. Dopo aver scelto il quadro, potrete dedicarvi a scegliere una bella cornice, magari in legno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net/">www.guidaacquisti.net</a></p>
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		<title>Come Aggiornare a Windows 10 Gratuitamente</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 18:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="390" height="271" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/07/GetStartedApp_Image_1x.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="Windows 10 gratuito" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />L&#8217;aggiornamento a Windows 10 gratis Windows 10 è l&#8217;ultimo sistema operativo sviluppato da Microsoft che a detta dall&#8217;azienda di Bill Gates è  sarà piu&#8217;  familiare e facile da usare. Include un menu di avvio migliorato  ed è progettato per l&#8217;avvio ed il restart veloce. In più, è ricco di innovazioni, tra cui Microsoft Edge &#8211; un nuovissimo browser. I file e le applicazioni personali che avete installato saranno tutti disponibili per l&#8217;utilizzo con Windows 10. L&#8217;aggiornamento sembra  essere facile e compatibile con l&#8217;hardware e il software che si utilizza già. Microsoft offre l&#8217;aggiornamento gratuitamente ma sembra che non durerà per sempre. Per Prenotate l&#8217;aggiornamento seguire le indicazioni sottostanti. E&#8217; facile ottenere il vostro aggiornamento gratuitamente &#8211; ecco come fare: Utilizzare  &#8220;Get Windows 10&#8243; app per prenotare il tuo aggiornamento gratuito a Windows 10. Inizierà il download di Windows 10 sul dispositivo e sarete informati quando è pronto. È possibile cancellare la prenotazione in qualsiasi momento. Clicca sulla piccola icona di Windows si trova all&#8217;estrema destra della barra delle applicazioni per iniziare. Se non lo vedi, visitare il Question and Answer di Microsoft  per ulteriori informazioni . Fai clic su &#8220;Prenota il tuo aggiornamento gratuito&#8221; nella finestra dell&#8217;applicazione. Inserire il proprio indirizzo di posta elettronica  se si desidera la conferma di questa prenotazione. E&#8217; Possibile creare un&#8217;unità USB o un DVD per scaricare il sistema operativo  una sola volta e aggiornare più PC Nota:  L&#8217;aggiornamento gratuito  di Windows 10 è disponibile per PC e tablet; Il Sistema Operativo Windows 10 Mobile a sarà disponibile per la maggior parte dei telefoni a partire entro la fine [&#8230;]</p>
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<p>Windows 10 è l&#8217;ultimo sistema operativo sviluppato da Microsoft che a detta dall&#8217;azienda di Bill Gates è  sarà piu&#8217;  familiare e facile da usare.<br />
Include un menu di avvio migliorato  ed è progettato per l&#8217;avvio ed il restart veloce.<br />
In più, è ricco di innovazioni, tra cui Microsoft Edge &#8211; un nuovissimo browser. I file e le applicazioni personali che avete installato saranno tutti disponibili per l&#8217;utilizzo con Windows 10.<br />
L&#8217;aggiornamento sembra  essere facile e compatibile con l&#8217;hardware e il software che si utilizza già.<br />
Microsoft offre l&#8217;aggiornamento gratuitamente ma sembra che non durerà per sempre.</p>
<p>Per Prenotate l&#8217;aggiornamento seguire le indicazioni sottostanti.</p>
<h2 class="header blue-c htu-sec3-title"><span class="goog-text-highlight">E&#8217; facile ottenere il vostro aggiornamento gratuitamente &#8211; </span>ecco come fare:</h2>
<p>Utilizzare  &#8220;<em>Get</em><i> Windows 10&#8243;</i> app per prenotare il tuo aggiornamento gratuito a Windows 10. Inizierà il download di Windows 10 sul dispositivo e sarete informati quando è pronto. È possibile cancellare la prenotazione in qualsiasi momento.</p>
<ul>
<li>Clicca sulla piccola icona di Windows si trova all&#8217;estrema destra della barra delle applicazioni per iniziare. Se non lo vedi, visitare il Question and Answer di Microsoft  per ulteriori informazioni .</li>
</ul>
<p><a href="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/07/GetStartedApp_Image_1x.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13002" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/07/GetStartedApp_Image_1x.jpg" alt="Windows 10 gratuito" width="390" height="271" /></a></p>
<ul>
<li>Fai clic su &#8220;Prenota il tuo aggiornamento gratuito&#8221; nella finestra dell&#8217;applicazione.</li>
<li>Inserire il proprio indirizzo di posta elettronica  se si desidera la conferma di questa prenotazione.</li>
</ul>
<p>E&#8217; Possibile creare un&#8217;unità USB o un DVD per scaricare il sistema operativo  una sola volta e aggiornare più PC</p>
<p><b>Nota:</b>  L&#8217;aggiornamento gratuito  di Windows 10 è disponibile per PC e tablet; Il Sistema Operativo Windows 10 Mobile a sarà disponibile per la maggior parte dei telefoni a partire entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Cliccare sull&#8217;icona seguente per  accedere all&#8217;emulatore di Windows 10.<br />
<strong><a href="http://www.microsoft.com/en-us/windows/emulator"><img src="http://c.s-microsoft.com/en-us/CMSImages/mslogo.png?version=856673f8-e6be-0476-6669-d5bf2300391d" alt="" /><br />
</a></strong><br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/kiZXZG-_oLs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><center><br />
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		<title>Shopping Online</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 20:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo Shopping Online ovvero come Acquistare su internet Le operazioni di acquisto di prodotti su internet, shopping online,  sono note come commercio elettronico. Ciascuna ditta può allestire un proprio sito web, tramite il quale i clienti possono scegliere i beni o i servizi che desiderano acquistare. Una volta compilati i propri dati, si dà la conferma dell’acquisto e la richiesta viene inviata al commerciante. Quasi sempre anche il pagamento avviene via internet, fornendo al venditore il numero e la data di scadenza della propria carta di credito. Dopo qualche giorno i prodotti acquistati verranno spediti al cliente. Caratteristiche Ormai la rete globale di internet offre possibilità davvero infinite non solo nel mondo lavorativo, ma anche in tutti campi del vivere quotidiano, compreso lo shopping. Grazie alla fioritura dell’e-commerce, sistema ormai ampiamente rodato, è infatti possibile acquistare di tutto su internet stando comodamente seduti in casa; spesso risparmiando bei soldini, a volte facendo addirittura ottimi affari, o semplicemente trovando un assortimento e una varietà di prodotti straordinaria, difficilmente disponibile in un solo negozio reale. Ovviamente anche nel mondo delle compere in rete ci sono rischi e problemi, e vale la pena di conoscerli bene per evitare truffe e delusioni. Per comprare in rete è dunque necessario conoscere bene questo mondo, le sue regole e i diritti dell’acquirente. Acquistare prodotti tramite internet offre indubbi vantaggi: stando comodamente seduti in casa, o in ufficio, si possono esaminare complessi cataloghi di prodotti di ogni genere, venduti fisicamente in ogni angolo della terra, esaminarne le caratteristiche con tutta calma, paragonare [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="article-title entry-title">Lo Shopping Online ovvero come Acquistare su internet</h1>
<p style="text-align: justify;">Le operazioni di acquisto di prodotti su internet, shopping online,  sono note come commercio elettronico. Ciascuna ditta può allestire un proprio sito web, tramite il quale i clienti possono scegliere i beni o i servizi che desiderano acquistare. Una volta compilati i propri dati, si dà la conferma dell’acquisto e la richiesta viene inviata al commerciante. Quasi sempre anche il pagamento avviene via internet, fornendo al venditore il numero e la data di scadenza della propria carta di credito. Dopo qualche giorno i prodotti acquistati verranno spediti al cliente.</p>
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<h2>Caratteristiche</h2>
<p><a href="http://www.guidaacquisti.net/campagne/percorso-consumatore"><img class="wp-img-bg-off" src="http://www.guidaacquisti.net/_banner/250x250-Percorso-consumatore.gif" alt="" width="178" height="178" align="left" border="0" /></a>Ormai la rete globale di internet offre possibilità davvero infinite non solo nel mondo lavorativo, ma anche in tutti campi del vivere quotidiano, compreso lo shopping. Grazie alla fioritura dell’e-commerce, sistema ormai ampiamente rodato, è infatti possibile acquistare di tutto su internet stando comodamente seduti in casa; spesso risparmiando bei soldini, a volte facendo addirittura ottimi affari, o semplicemente trovando un assortimento e una varietà di prodotti straordinaria, difficilmente disponibile in un solo negozio reale.</p>
<p>Ovviamente anche nel mondo delle compere in rete ci sono rischi e problemi, e vale la pena di conoscerli bene per evitare truffe e delusioni. Per comprare in rete è dunque necessario conoscere bene questo mondo, le sue regole e i diritti dell’acquirente. Acquistare prodotti tramite internet offre indubbi vantaggi: stando comodamente seduti in casa, o in ufficio, si possono esaminare complessi cataloghi di prodotti di ogni genere, venduti fisicamente in ogni angolo della terra, esaminarne le caratteristiche con tutta calma, paragonare produttori e prodotti diversi, e alla fine decidere cosa comprare.</p>
<p>Una vera pacchia per chi vuole fare shopping senza lo stress delle file in auto, dei parcheggi che non si trovano mai, dell’affollamento dei centri commerciali, della maggiore o minore cortesia dei commessi e dei negozianti. Naturalmente, come ogni medaglia anche il comprare in rete ha degli svantaggi: primo fra tutti il fatto che non si può materialmente toccare il prodotto e, a meno che non lo si conosca fisicamente per averlo visto in qualche negozio reale, si compra senza aver avuto il contatto fisico con il prodotto che si sta acquistando.</p>
<p>In secondo luogo ci sono problematiche, spesso sottovalutate, legate al fatto che restituire la merce che dovesse rivelarsi difettosa o guasta, o semplicemente non rispondente alle aspettative, comporta una serie di fastidi; è infatti necessario rispedire il prodotto indietro, attendere giorni, contattare il venditore e comunicare il problema.</p>
<p>Di solito la rispedizione è a carico di chi acquista, cosi come quando si compra in un centro commerciale o in un negozio reale bisogna tornarci nel caso il prodotto debba essere cambiato. Un conto è però tornare al negozio sotto casa per cambiare i fazzoletti, altra cosa è rimandare indietro un tv al plasma comprato in Germania!</p>
<h2>Prodotti convenienti</h2>
<p>Non tutti i prodotti si prestano altrettanto bene per essere acquistati su internet. Vediamo perché. Il risparmio è uno dei fattori da valutare. Bisogna innanzitutto valutare l’entità del risparmio, capire cioè se a conti fatti comprare su internet permette di risparmiare solo pochi centesimi rispetto all’acquisto nel negozio reale o nel centro commerciale, oppure vi consente di tenere in tasca una discreta somma.</p>
<p>Il prezzo di ciò che comprate sommato alle spese accessorie, ossia imballo e spedizione, deve giustificare l’acquisto in termini di risparmio rispetto al negozio tradizionale. Poiché le spese di spedizione dipendono da peso e dimensioni del pacco, è ovvio che più sarà grande e pesante l’oggetto acquistato, maggiori saranno i suoi costi di trasporto. Per questo l’acquisto on line, soprattutto a grandi distanze e in paesi stranieri conviene maggiormente per oggetti piccoli e di altro valore, piuttosto che per oggetti voluminosi e pesanti di prezzo medio e basso.</p>
<p>Il secondo fattore da tenere presente sono la garanzia e l’eventuale manutenzione. Naturalmente è più conveniente comprare oggetti e prodotti che non necessitano di manutenzione e che difficilmente possono presentare problemi tali da richiederne la sostituzione immediata.</p>
<p>Nel caso di prodotti elettronici verificate sempre prima che siano assistiti ed assistibili in zona con tutte le garanzie. Inutile acquistare in Cina una fotocamera quando poi non fosse possibile ripararla in Italia. Terzo fattore da verificare è la qualità, che viene garantita dal venditore.</p>
<p>Come vedremo nel capitolo dedicato a “dove comprare” ci sono vari tipi di venditori virtuali e la loro strutturazione, come la dimensione e la credibilità, offrono diverse garanzie sul tipo di prodotto che vendono. In rete conviene quindi comprare oggetti che offrono davvero un consistente risparmio e prodotti altrimenti non reperibili sul mercato.</p>
<h2>Sicurezza</h2>
<p>Oltre alle truffe vere e proprie esistono anche le spiacevoli sorprese, che non sono necessariamente eventi illegali, ma possono comunque arrecare parecchio disturbo. La prima possibile fonte di guai è la spedizione. Quando si compra su internet, al prezzo reale dell’oggetto vanno infatti sommate le inevitabili spese di spedizione.</p>
<p>Esse dipendono dal tipo di oggetto acquistato, dal paese di origine e di arrivo, dal tipo di corriere e spedizione scelto. Alcuni siti indicano con chiarezza il loro ammontare rispetto al paese dove siete e al tipo di oggetto acquistato, e risultano essere i siti più seri e professionali; altri invece non lo fanno e vi costringono a scrivere una email per avere dati certi. Alcuni addirittura nascondono queste spese accessorie, svelandovi poi il loro ammontare una volta fatto l’acquisto. Per questa ragione verificate sempre prima di qualsiasi acquisto il costo della spedizione e se vengono fatte spedizioni per il luogo dove siete, questo nel caso di acquisto in paesi stranieri.</p>
<p>Attenzione agli acquisti in paesi lontani, come l’estremo oriente. A volte le spese di spedizione sono occulte e finiscono per essere maggiori del prodotto stesso. Inoltre acquistare da paesi stranieri extra Europa impone lo sdoganamento, con relativo pagamento di dazio e IVA, per un valore che si aggira attorno ad un quarto del prezzo stesso, se non di più. Per saperlo bisogna informarsi presso gli uffici doganali italiani indicando tipologia di prodotto e paese di provenienza. Acquistando in paesi dell’Europa questo problema non esiste e vanno considerate solo le spese di spedizione, come avviene anche per l’Italia.</p>
<p>Altri rischi sono connessi con la qualità di quello che si acquista. Poiché non potete vedere il prodotto dal vero, potreste avere la spiacevole sorpresa di ricevere un’oggetto che non è quello che pensavate o che non ha la qualità e la consistenza supposte. Su questo non ci si può fare nulla: l’impossibilità di toccare con mano i prodotti è infatti il grande neo degli acquisti su internet. Nel caso di prodotti noti, come ad esempio un oggetto di larga diffusione, un capo di abbigliamento di marca, un elettrodomestico, un componente di arredo e via dicendo, non dovrebbero sussistere problemi di questo genere. Nella peggiore delle ipotesi, anche se non è il massimo della correttezza, potete sempre andare al centro commerciale a vedere dal vero il prodotto che volete acquistare e poi ordinarlo in rete.</p>
<p>Se a quel punto vi arriva a casa qualcosa di diverso…siete stati truffati. Questo è infatti il maggiore dei rischi degli acquisti su internet. Si tratta fortunatamente di una possibilità abbastanza remota, ma reale. Ci sono settori come quello dell’abbigliamento e dei prodotti alimentari di marca dove è facile che vengano messe in vendita imitazioni e contraffazioni. Come tutti sanno il falso cinese, e non solo cinese, impera ormai ovunque. Per tutelarsi vale sempre la buona regola di sapere dove si compra. Più il venditore è grande e conosciuto, solido e radicato, maggiori sono le garanzie. Inoltre, acquistare on line in Italia è sempre più garantista che comprare in paesi esteri.</p>
<h2>Come pagare</h2>
<p>Il pagamento è un’altra delle note dolenti e dei nervi scoperti dello shopping su internet. Esistono vari metodi di pagamento e ogni venditore in rete offre una sua gamma possibilità. I sistemi di pagamento più comuni sono: il bonifico bancario, la carta di credito, i pagamenti on line, il contrassegno. Il bonifico bancario è anticipato, ossia fate l’ordine in rete, vi mandano una email a casa con i dati dell’ordine e gli estremi del conto corrente su cui fare il bonifico.</p>
<p>A questo punto o andate allo sportello bancario, oppure avete un accesso di home banking, e fate il bonifico. Poi inviate gli estremi del pagamento al venditore il quale verifica il trasferimento di fondi a suo favore e spedisce. Per voi non ci sono rischi, per il venditore neppure; il tutto però può richiedere anche vari giorni prima che venga spedita la merce. Attenzione nel caso di bonifici all’estero! Le spese che le banche italiane caricano su questi trasferimenti di fondi sono altissimi, in qualche caso stratosferici. Verificate con cura prima quanto vi costerà.</p>
<p>La carta di credito permette pagamento e verifica dello stesso in tempo reale, e affretta quindi la spedizione rendendola quasi istantanea. Il problema è che dovete far viaggiare sulla rete i dati della vostra carta di credito! Non solo, essi restano spesso nel data base dell’acquirente e se dovesse essere espugnato da un hacker ecco che la vostra carta di credito cadrebbe nelle mani sbagliate.</p>
<p>Per tutelarsi senza rinunciare ai pregi di questo metodo di pagamento, ecco nascere le carte di credito ricaricabili, come la Poste Pay (rilasciata da qualsiasi ufficio postale in pochi minuti) o le carte ricaricabili delle varie banche e dei circuiti creditizi. Funzionano in maniera assai semplice: hanno un costo di attivazione e poi ci si deposita sopra la somma voluta.</p>
<p>Si possono quindi usare come normali carte per fare acquisti fino ad aver spesso la cifra presente. Una volta finita la disponibilità la carta si blocca fino a che non vi vengono depositati altri soldi. In caso di furto della carta, o anche solo del suo codice, il ladro può spendere solo quello che c’è sopra, senza poter in alcun modo intaccare il vostro conto in banca. Sono sicure e anche relativamente comode, ma devono essere tenute sotto controllo per evitare che ci siano troppi soldi quando non servono e, viceversa, che ci sia la somma necessaria per fare gli acquisti quando serve. Alcune si possono ricaricare on line con accessi home banking.</p>
<p>La Poste Pay è ormai accettata dalla maggiori parte dei siti e commerce; per le altre chiedete esplicitamente presso la vostra banca se sono abilitate ed accettate per fare acquisti on line. Il pagamento con carta di credito non vi costa nulla, a differenza del bonifico. I pagamenti on line si fanno tramite siti specializzati per questo genere di trasferimento di denaro. Ce ne sono vari anche se i più noti sono Paypal e Western Union.</p>
<p>Il primo è un sito nel quale ci si registra con id utente e password, si fornisce una sola volta il numero di carta di credito e poi si inviano soldi usando un codice personale senza fornire più il numero di carta. Si possono anche ricevere pagamenti. Il limite è che il pagamento può essere inviato solo a utenti e venditori convenzionati ed iscritti a PayPal. In ogni caso i siti convenzionati lo indicano chiaramente. Western Union è una delle più antiche società di trasferimento fondi e lavora in quasi tutti i paesi del mondo. Il pagamento può essere fatto sia nei punti sportello, come i Mailboxes etc, sia on line. Per fare pagamenti Western Union in rete dovete iscrivervi al sito e dare una volta per tutte il vostro numero di carta di credito. Sia qui che su PayPal potete usare una carta ricaricabile o una PostePay.</p>
<p>Alcuni venditori accettano il contrassegno, che viene naturalmente caricato delle spese accessorie di riscossione. Solitamente ogni venditore on line spiega le sue regole di pagamento in una apposita pagina: leggetela due volte con la massima cura! Non mandate mai soldi contanti in una busta, neppure raccomandata.</p>
<h2>Diritti del consumatore che acquista presso venditori UE</h2>
<p>I clienti sono tutelati dal D. L.vo n. 185/99 che prevede i seguneti punti. Informazioni che il sito deve riportare obbligatoriamente sono:</p>
<ul>
<li>dati, indirizzo reale, indirizzo e-mail e possibilmente numero di telefono del venditore;</li>
<li>descrizione dettagliata del prodotto o servizio e relativo prezzo;</li>
<li>eventuali tasse o dazi doganali a carico dell’acquirente;</li>
<li>modalità di pagamento accettate e eventuali spese di cambio valuta;</li>
<li>possibilità di esercitare il diritto di recesso e relative modalità;</li>
<li>nel caso di un servizio, durata minima del contratto;</li>
<li>garanzia e servizi di assistenza offerti.</li>
</ul>
<p>I 10 giorni lavorativi entro i quali esercitare il diritto di recesso decorrono: nel caso di prodotti, a partire dalla data di ricezione degli stessi; nel caso di servizi, dal momento della stipula del contratto. Nel caso in cui il venditore non informi sulla possibilità di esercitare il diritto di recesso, i termini a disposizione del cliente per recedere dal contratto si estendono da 10 a 90 giorni.</p>
<p>Il diritto di recesso non può essere esercitato qualora il consumatore abbia già iniziato a usufruire dei servizi previsti dal contratto, o nel caso abbia acquistato riviste, beni confezionati su misura, beni deteriorabili o software sigillati che siano stati aperti dal cliente. Il venditore non ha l’obbligo di informare circa il diritto di recesso nel caso in cui venda alimenti o bevande consegnati presso l’abitazione o il luogo di lavoro del cliente da parte di distributori, o nel caso in cui offra servizi relativi a trasporti, alloggi, ristorazione. Non sono coperti dal diritto di recesso i contratti relativi a servizi finanziari, costruzione e vendita di immobili e le vendite all’asta.</p>
<p>Entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione del prodotto, il cliente deve inviare all’indirizzo del venditore una raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure un telegramma o un fax confermato entro 48 ore da una raccomandata.<br />
Il cliente è tenuto a rispedire a proprie spese il prodotto, mentre il venditore deve restituire il pagamento entro 30 giorni dall’avvenuta comunicazione.</p>
<p>La maggior parte dei venditori richiede un pagamento anticipato tramite carta di credito, ma alcuni offrono la possibilità di pagare in contrassegno, quando si riceve il prodotto, in genere con un piccolo sovrapprezzo. Utilizzate una carta di credito con tetto massimo limitato, o ancora meglio una carta prepagata sulla quale caricare solo l’importo da versare al venditore. Inviate i dati della carta tramite una connessione sicura (criptata).</p>
<p>Il venditore deve spedire i prodotti richiesti entro 31 giorni dall’effettuazione dell’ordine. Nel caso in cui il prodotto non sia più disponibile, il venditore deve informare il cliente tramite comunicazione scritta e rimborsare il pagamento. Solo nel caso in cui il cliente esprima il consenso, il venditore può sostituire il prodotto non disponibile con altro analogo.</p>
<p>Nel caso in cui vi vengano spediti prodotti non richiesti, il cliente non è tenuto a effettuare alcun pagamento. La legge dichiara nulle tutte le clausole contrattuale volte a eliminare o diminuire i diritti previsti dal Decreto Legislativo.</p>
<h2>Diritti del consumatore che acquista presso venditori extra UE</h2>
<p>Cercate di scegliere siti che riportino le seguenti informazioni:</p>
<ul>
<li>dati, indirizzo reale, indirizzo e-mail e possibilmente numero di telefono del venditore;</li>
<li>garanzia e servizi di assistenza offerti;</li>
<li>descrizione dettagliata del prodotto o servizio e prezzo;</li>
<li>termine di consegna del prodotto;</li>
<li>eventuali tasse o dazi doganali a carico dell’acquirente;</li>
<li>modalità di pagamento accettate e eventuali spese di cambio valuta;</li>
<li>possibilità di esercitare il diritto di recesso e relative modalità;</li>
<li>nel caso di un servizio, durata minima del contratto.</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui vogliate effettuare un acquisto presso un sito che non riporta queste informazioni, provate prima a richiederle al venditore e cercate di contattarlo sia telefonicamente sia per iscritto, per valutarne la serietà.</p>
<p>Stampate le pagine relative alla scheda del prodotto e all’ordine effettuato, in modo da avere una prova scritta di cosa avete ordinato e a che condizioni. La maggior parte dei venditori richiede un pagamento anticipato tramite carta di credito, ma alcuni offrono la possibilità di pagare in contrassegno, quando si riceve il prodotto, in genere con un piccolo sovrapprezzo.<br />
Utilizzate una carta di credito con tetto massimo limitato, o ancora meglio una carta prepagata sulla quale caricare solo l’importo da versare al venditore. Inviate i dati della carta tramite una connessione sicura (criptata).</p>
<p>Nel caso effettuiate pagamenti per acquisti online con carta di credito, verificate ogni mese l’estratto conto per verificare che non siano stati fatti degli addebiti illeciti. Informatevi sul venditore tramite amici o conoscenti che hanno già fatto acquisti presso la sua ditta e cercando informazioni sui motori di ricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net/">www.guidaacquisti.net</a></p>
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		<title>Tinture Permanenti per Capelli</title>
		<link>https://www.egolden.it/tinture-permanenti-per-capelli/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 09:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Per Capelli]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti per Parrucchieri]]></category>
		<category><![CDATA[tinture]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="180" height="183" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/07/tinture.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="tinture per capelli" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Tinture Permanenti per Capelli Questi prodotti per uso professionale o semi professionale sono generalmente creme che grazie ad una reazione chimica si legano alla cheratina del capello in modo permanente. Si può fare un trattamento colorante nel salone del parrucchiere o, a casa, con le confezioni di preparato in vendita nella GDO. INDICE DELLA GUIDA A cosa serve Come si fa Possibili rischi per la salute Possibili allergie Fai da te A cosa serve Le tinture permanenti, lo dice il termine stesso, rimangono sul capello. Non scivolano via o si scoloriscono con la frequenza dei lavaggi, quindi, per cambiare nuovamente colore occorre sottoporsi ad un nuovo trattamento. Questi prodotti sono generalmente delle creme che combinate con un ossidante, generalmente l’acqua ossigenata, formano un colore per reazione chimica che si lega permanentemente con la cheratina, una proteina del capello. La reazione chimica avviene a ph alcalino, grazie all’intervento dell’ossidante (abbiamo detto che si usa principalmente l’acqua ossigenata a bassa concentrazione – 10 o 20 volumi). Chi volesse un effetto schiarente sul proprio colore naturale, deve usare una concentrazione maggiore, fino a 30 volumi, di acqua ossigenata. Attenzione però alle allergie da contatto: prima di farsi tingere i capelli con la mistura preparata (sia nel salone del parrucchiere, sia a casa) fare la “prova contatto”, facendo agire il preparato colorante su un pezzettino di cuoio capelluto per assicurarsi che non compaiano reazioni allergiche. La tintura permanente, è bene saperlo, è comunque un trattamento chimico che danneggia il fusto del capello: usarla con moderazione, tingendo solamente la “ricrescita” [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="180" height="183" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/07/tinture.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="tinture per capelli" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><div class="post">
<h1 style="clear: both;">Tinture Permanenti per Capelli</h1>
<div style="clear: both;">Questi prodotti per uso professionale o semi professionale sono generalmente creme che grazie ad una reazione chimica si legano alla cheratina del capello in modo permanente. Si può fare un trattamento colorante nel salone del parrucchiere o, a casa, con le confezioni di preparato in vendita nella GDO.</div>
<div class="entry">
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<div>
<div>
<div></div>
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<div><strong>INDICE DELLA GUIDA</strong></div>
<ol>
<ol>
<li><a href="#a-cosa-serve">A cosa serve</a></li>
<li><a href="#come-si-fa">Come si fa</a></li>
<li><a href="#possibili-rischi-per-la-salute">Possibili rischi per la salute</a></li>
<li><a href="#possibili-allergie">Possibili allergie</a></li>
<li><a href="#fai-da-te">Fai da te</a></li>
</ol>
</ol>
</div>
<p><img class="" title="Tintura permanente per capelli" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Tintura-permanente-per-capelli.jpg" alt="" width="532" height="708" /></p>
<p><a id="a-cosa-serve" name="a-cosa-serve"></a></p>
<h2>A cosa serve</h2>
<p>Le tinture permanenti, lo dice il termine stesso, rimangono sul capello. Non scivolano via o si scoloriscono con la frequenza dei lavaggi, quindi, per cambiare nuovamente colore occorre sottoporsi ad un nuovo trattamento. Questi prodotti sono generalmente delle creme che combinate con un ossidante, generalmente l’acqua ossigenata, formano un colore per reazione chimica che si lega permanentemente con la cheratina, una proteina del capello.</p>
<p>La reazione chimica avviene a ph alcalino, grazie all’intervento dell’ossidante (abbiamo detto che si usa principalmente l’acqua ossigenata a bassa concentrazione – 10 o 20 volumi). Chi volesse un effetto schiarente sul proprio colore naturale, deve usare una concentrazione maggiore, fino a 30 volumi, di acqua ossigenata. Attenzione però alle allergie da contatto: prima di farsi tingere i capelli con la mistura preparata (sia nel salone del parrucchiere, sia a casa) fare la “prova contatto”, facendo agire il preparato colorante su un pezzettino di cuoio capelluto per assicurarsi che non compaiano reazioni allergiche.</p>
<p>La tintura permanente, è bene saperlo, è comunque un trattamento chimico che danneggia il fusto del capello: usarla con moderazione, tingendo solamente la “ricrescita” ogni 5-6 settimane. Se possibile usare una colorazione tono su tono per “allungare” il tempo di un nuovo intervento sul colore e risparmiare i capelli da un danneggiamento a lungo termine. In alternativa si possono usare le tinture semi permanenti, soprattutto se si è indecisi sul colore.</p>
<p>La tintura semi permanente va via dopo qualche shampoo ed è più indicata per: coprire i primi capelli bianchi, dare riflessi al naturale colore della propria chioma o per chi deve o vuole tingere i capelli con maggiore frequenza. Essendo un preparato che contiene già il colore, si deposita solo sulla superficie del capello ed è quindi un trattamento meno aggressivo della tintura permanente. Soprattutto nelle versioni commercializzate senza ammoniaca.</p>
<p><a id="come-si-fa" name="come-si-fa"></a></p>
<p><a href="https://www.egolden.it/beautystyle/"><img src="../images/beauty.jpg" alt="Prodotti Professsionali Per Capelli" width="632" height="159" border="0" /></a></p>
<h2>Come si fa</h2>
<p>Abbiamo anticipato nel precedente capitolo che la colorazione permanente dei capelli avviene per reazione chimica. Fra le colorazioni in commercio è l’unica tipologia di prodotto che deve essere preventivamente miscelata. È quindi bene recarsi nel salone del parrucchiere se si vuole tingere i propri capelli in modo indelebile. Chi volesse modificare la propria nuance a casa, è meglio che compri colorazioni semi permanenti o tono su tono, che sono più leggere, più pratiche da usare e colorano i capelli senza alcuna reazione chimica (ma il colore base non viene mai cambiato).</p>
<p>Una volta scelto il colore finale, il parrucchiere o gli assistenti, preparano la tintura permanente combinando in parti precise e proporzionali (anche in relazione all’effetto desiderato) il cosiddetto “precursore di colorazione” chiamato anche colorante di ossidazione, l’agente alcalino (detto anche ammonium hydroxide) e l’ossidante (o rivelatore), contenente acqua ossigenata (hydrogen peroxide). La preparazione deve essere miscelata immediatamente prima di essere applicata sul capello. Una volta a contatto con il fusto del capello, i precursori di colorazione entrano nel capello.</p>
<p>Lì, grazie all’ambiente basico creato dall’agente alcalino e in virtù dell’acqua ossigenata (perossido di idrogeno), avviene la reazione chimica che dà luogo ai pigmenti colorati. Quindi, nella colorazione permanente, il colore si forma per reazione direttamente dentro il capello, in profondità.</p>
<p>Questa caratteristica, unica fra tutti i coloranti per capelli, permette di ottenere un risultato duraturo nel tempo, permette di cambiare radicalmente il proprio colore naturale e permette anche di coprire fino al 100% dei capelli bianchi. Tuttavia, una volta ottenuto il colore permanente non si può cambiare se non sottoponendosi ad una nuova colorazione. Inoltre, chi modifica radicalmente la propria nuance, deve poi fare i conti con la ricrescita per evitare l’antiestetico stacco, alla radice del capello, fra i due colori contrapposti. Il ritmo di crescita dei capelli varia da persona a persona; vale però la regola generale di effettuare un ritocco di colore ogni mese e mezzo circa.</p>
<p><a id="possibili-rischi-per-la-salute" name="possibili-rischi-per-la-salute"></a></p>
<h2>Possibili rischi per la salute</h2>
<p>Un paragrafo sui possibili rischi cui va incontro chi si sottopone a colorazioni per capelli, è più che mai doveroso, se non altro per diritto di cronaca. Hanno studiato i possibili rischi connessi alcuni ricercatori del Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerche in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzaione della Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II. Sembra infatti essere ci una correlazione fra l’utilizzo frequente e prolungato di tinture per capelli e l’insorgenza di alcune forme neoplastiche come cancro alla vescica e linfomi non-Hodgkin.</p>
<p>A svelare la correlazione, spiegano i ricercatori di Napoli, è stato uno studio americano del 2001 che, alla sua pubblicazione sull’International Journalof Cancer, ha messo nuovamente in discussione la sicurezza dei coloranti per capelli. In base all’analisi di un campione di 1582 persone, è stato osservato che “vi è un rischio maggiore (2.1%) di insorgenza di cancro nelle donne che hanno utilizzato tinture permanenti per capelli almeno 1 volta al mese ed un rischio fino a 3.3 volte superiore tra coloro che le hanno usate regolarmente (almeno 1 volta al mese) da più di 15 anni.</p>
<p>Il rischio, dunque, aumenta all’aumentare della frequenza e della durata dell’utilizzo. Inoltre nelle donne che avevano utilizzato esclusivamente tinture permanenti era stato possibile evidenziare una relazione dose-risposta con il rischio di cancro alla vescica. In effetti era possibile osservare una relazione uniforme tra l’esposizione (durata d’uso, frequenza, etc) ed il rischio di cancro.</p>
<p>E’ stata anche esaminata la relazione tra l’esposizione professionale alle tinture ed il rischio di insorgenza di cancro alla vescica. In particolare sono stati confrontati i risultati ottenuti in 20 pazienti (casi) e 13 controlli che avevano lavorato presso un negozio di parrucchiere o barbiere ed è stato osservato che essi presentavano un rischio maggiore del 50% d’insorgenza di cancro ed addirittura che il rischio aumentava di ben 5 volte tra coloro che per motivi di lavoro sono stati per almeno 10 anni a contatto con queste sostanze”.</p>
<p><a id="possibili-allergie" name="possibili-allergie"></a></p>
<h2>Possibili allergie</h2>
<p>Nel nostro Paese, circa il 60% delle donne sopra i 15 anni usa regolarmente o sporadicamente, qualche prodotto per modificare la nuance naturale dei propri capelli. Anche tra gli uomini però, cresce sempre di più la tendenza a colorarsi i capelli. Benché i prodotti in commercio siano testati anche su soggetti sensibili, prima di procedere all’applicazione della tintura ( e a maggior ragione se si procede con le colorazioni permanenti a reazione chimica) è bene fare un test di tollerabilità.</p>
<p>Come? Si può applicare un pochino di prodotto sulla pelle sensibile: all’interno dell’avambraccio o sulla nuca o sulla zona dietro il collo o l’orecchio. Il primo passo della prova di tollerabilità consiste nel detergere con alcool e batuffolo di cotone la zona da testare. Poi applicare una quantità modesta di preparato e lasciar seccare sulla pelle. Ripetere l’operazione ancora due o tre volte. Passate 48 ore senza che si formino rossori localizzati, bolle o qualunque altra alterazione cutanea, si può procedere alla colorazione dei capelli senza rischi di allergie.</p>
<p>Il test anti-allergia può essere fatto versando sulla pelle solo la lozione colorante (fonte di possibili intolleranze) senza mischiare i due prodotti, anche perché, se così si facesse si dovrebbe poi usare la mistura immediatamente. Il test deve essere effettuato ogni volta che si cambia marca di tintura e in generale, può essere ripetuto anche sulla stessa tintura se non la si usa da molto tempo. Eventuali allergie possono anche svilupparsi in seguito, magari se l’organismo è maggiormente stressato o debilitato per altri fattori.</p>
<p>Una buona norma prima dell’acquisto di una tintura per capelli, è la lettura dell’etichetta. Questo vale anche e soprattutto per i prodotti ad uso professionale. In base agli ingredienti e ai principi attivi contenuti nel preparato colorante, il consumatore deve essere informato dei possibili danni o effetti collaterali. Ciò non vuol dire assolutamente che le tinte siano prodotti pericolosi dai quali stare alla larga!</p>
<p><a id="fai-da-te" name="fai-da-te"></a></p>
<h2>Fai da te</h2>
<p>Sugli scaffali delle profumerie, della grande distribuzione o in erboristeria, di tinture per capelli permanenti o tono su tono c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma chi vuole cambiare nuance con il fai da te deve considerare molteplici aspetti. Primo fra tutto la mancanza di esperienza a riguardo, soprattutto se è la prima volta che ci si cimenta nell’impresa.</p>
<p>Anche se i prodotti attualmente in commercio sono studiati per un uso domestico e quindi sono chiari, semplici e facili da usare, ricordare sempre che si entra in contatto con sostanze chimiche. Quindi leggere bene il foglietto informativo e predisporre l’occorrente a portata di mano. Attenzione anche ai capi di abbigliamento: le tinture possono macchiare gli abiti indelebilmente.</p>
<p>Scegliere quindi vestiti idonei o proteggersi con un grembiule tipo quelli usati nel salone del parrucchiere. Prima di procedere alla colorazione, fare il test anti-allergia e indossare gli appositi guanti. Moltissimi preparati sono formulati in crema densa che non cola, rendendo più semplice l’applicazione del colore sui capelli. Rispettare e non oltrepassare i tempi di posa, poi sciacquare abbondantemente la chioma ed eventualmente fare uno shampoo normale. Massima attenzione all’etichetta e alle istruzioni per l’uso. In particolare:</p>
<ul>
<li>Nei preparati contenenti perossido di idrogeno (tinture permanenti): indossare guati protettivi, evitare il contatto con gli occhi. In caso di contatto con gli occhi sciacquare abbondantemente e consultare un medico.</li>
<li>Nei preparati contenti parafenilendiamina attenzione alle possibili reazioni allergiche. Evitare l’uso su ciglia e sopracciglia.</li>
<li>Nei preparati contenenti derivati tioglicolici seguire attentamente le istruzioni d’uso, indossare guanti protettivi e tenere fuori dalla portata dei bambini.</li>
<li>Nei preparati contenenti diaminobenzeni, diaminotolueni e diaminofenoli, fare sempre il test di tollerabilità perché il prodotto può dare reazione allergica alla cute.</li>
<li>La presenza di ammoniaca viene indicata sulla confezione del prodotto se presente in concentrazione maggiore del 2%.</li>
</ul>
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<p><a href="https://www.egolden.it/ninfea"><img src="https://www.egolden.it/images/Ninfea.jpg" alt="Ninfea" width="600" height="140" align="middle" border="0" /></a></p>
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<p>a cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net">http://www.guidaacquisti.net</a></p>
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		<title>Frutta Secca</title>
		<link>https://www.egolden.it/frutta-secca/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 08:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/arachidi.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="Frutta Secca" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Frutta Secca Nella categoria della frutta secca rientrano tanti alimenti come le noci e le mandorle, le nocciole e gli anacardi, ma anche l’uvetta, i fichi e le mele. Ecco le loro caratteristiche principali, sia dal punto di vista della salute che della linea! INDICE DELLA GUIDA Caratteristiche Tipologie Apporto nutritivo Vantaggi Come scegliere Caratteristiche Viene chiamata frutta secca l’insieme di prodotti che hanno perso tutta la loro umidità, indipendentemente se sia stato usato un metodo artificiale o naturale. La caratteristica principale di questi alimenti è la possibilità di poterli conservare a lungo, proprio grazie alla perdita dell’umidità. Ma occorre fare una distinzione fondamentale tra la frutta secca “classica,” ossia da frutta che naturalmente presenta un guscio e un residuo di umidità bassissimo come le noci, le mandorle e le nocciole, e la frutta “essiccata”, che viene sottoposta dall’uomo a un processo di disidratazione, come i fichi, l’uva passa e le prugne. In quest’ultimo caso la frutta può essere disidratata sia in modo industriale con l’utilizzo di disidratatori appositamente creati per i prodotti alimentari, o in modo naturale, sfruttando il calore del sole. La disidratazione, infatti, è una delle tecniche più antiche inventate dall’uomo per la conservazione degli alimenti, particolarmente diffusa nei paesi più caldi. La frutta secca in generale può essere consumata da sola come snack oppure può essere utilizzata come ingrediente di ricette più elaborate, solitamente di dolci, ad esempio lo strudel o il torrone. Ancora, frequentemente la troviamo nei muesli che si utilizzano per la prima colazione, ed è facile trovarla anche [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="http://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/arachidi.jpg" class="attachment-large wp-post-image" alt="Frutta Secca" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><h2 class="title" align="justify">Frutta Secca</h2>
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<p align="justify">Nella categoria della frutta secca rientrano tanti alimenti come le noci e le mandorle, le nocciole e gli anacardi, ma anche l’uvetta, i fichi e le mele. Ecco le loro caratteristiche principali, sia dal punto di vista della salute che della linea!</p>
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<div align="justify"><strong>INDICE DELLA GUIDA</strong></div>
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<li><a href="https://www.egolden.it/guide/frutta_secca.html#caratteristiche">Caratteristiche</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/frutta_secca.html#tipologie">Tipologie</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/frutta_secca.html#apporto-nutritivo">Apporto nutritivo</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/frutta_secca.html#vantaggi">Vantaggi</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/frutta_secca.html#come-scegliere">Come scegliere</a></li>
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<div align="justify"><a id="caratteristiche" name="caratteristiche"></a></div>
<h2 align="justify"><a id="Caratteristiche" name="Caratteristiche"></a>Caratteristiche</h2>
<p align="justify">Viene chiamata frutta secca l’insieme di prodotti che hanno perso tutta la loro umidità, indipendentemente se sia stato usato un metodo artificiale o naturale. La caratteristica principale di questi alimenti è la possibilità di poterli conservare a lungo, proprio grazie alla perdita dell’umidità. Ma occorre fare una distinzione fondamentale tra la frutta secca “classica,” ossia da frutta che naturalmente presenta un guscio e un residuo di umidità bassissimo come le noci, le mandorle e le nocciole, e la frutta “essiccata”, che viene sottoposta dall’uomo a un processo di disidratazione, come i fichi, l’uva passa e le prugne. In quest’ultimo caso la frutta può essere disidratata sia in modo industriale con l’utilizzo di disidratatori appositamente creati per i prodotti alimentari, o in modo naturale, sfruttando il calore del sole.</p>
<p align="justify">La disidratazione, infatti, è una delle tecniche più antiche inventate dall’uomo per la conservazione degli alimenti, particolarmente diffusa nei paesi più caldi. La frutta secca in generale può essere consumata da sola come snack oppure può essere utilizzata come ingrediente di ricette più elaborate, solitamente di dolci, ad esempio lo strudel o il torrone. Ancora, frequentemente la troviamo nei muesli che si utilizzano per la prima colazione, ed è facile trovarla anche in antipasti, primi e secondi piatti di vario tipo.</p>
<p align="justify">Nella cucina la frutta secca può essere utilizzata sia intera che macinata che sfarinata: quest’ultimo formato è quello maggiormente utilizzato per la realizzazione di dolci da forno. La frutta secca in tutte le sue forme viene consumata tutto l’anno, anche se il periodo in cui per tradizione è più facile trovarla sulle nostre tavole è quello natalizio.</p>
<div align="justify"><a id="tipologie" name="tipologie"></a></div>
<h2 align="justify"><a id="Tipologie" name="Tipologie"></a>Tipologie</h2>
<p align="justify">Vengono chiamati frutta secca sia gli autentici frutti come le nocciole, sia i semi di alcune piante come nel caso dei pinoli, sia determinati tipi di legumi, come nel caso delle arachidi. Ecco alcune delle varietà di frutta secca più comunemente utilizzata nella nostra tavola.</p>
<div align="justify">
<ul>
<li><strong>Nocciole</strong><br />
Provengono dall’Asia minore e sono ricche di vitamina E, acido folico e fitosteroli. Si trovano sia con che senza guscio, intere o spellate, e anche tritate. Dalle nocciole viene anche estratto un olio che perfetto per condire; questa frutta secca infatti possiede un elevato contenuto di grassi e fibre in buona quantità.</li>
<li><strong>Mandorle</strong><br />
Anch’esse di provenienza orientale, nella versione intera e non spellata offrono un buon apporto di fibre, di Vitamina E e B3, di fitosteroli e di sali minerali quali il magnesio e il calcio. Sono le più ricche anche di proteine tra tutta la frutta secca.</li>
<li><strong>Noci</strong><br />
è la frutta secca di maggiore diffusione e forse una delle più caloriche: contengono infatti 65 grammi circa di grasso, che si traducono, energeticamente parlando, in circa 690 calorie per 100 grammi. Possono vantare un buon contenuto di fibre, di potassio e di fosforo e possiedono un contenuto molto elevato di lipidi mono e polinsaturi, che aiutano a combattere il colesterolo.</li>
<li><strong>Pinoli</strong><br />
Contengono circa il 40% di grassi, quindi una percentuale piuttosto bassa, e sono ricchi di proteine e di vitamina A. Ma visto che le pigne da cui sono estratti vengono fatte maturare per un periodo di tempo di circa tre anni, e ne servono circa trenta kg per ottenere circa un kg di pinoli, risultano essere piuttosto costosi.</li>
<li><strong>Pistacchi</strong><br />
Provengono dall’Asia e offrono un ottimo apporto di fitosteroli, potassio e ferro, di preziosi antiossidanti e di vitamine E e A. Vengono assunti principalmente sotto forma di snack o come ingredienti di ricette di dolci.</li>
<li><strong>Arachidi</strong><br />
Anche se sono conosciute come noccioline americane vengono dal Brasile e la loro caratteristica più curiosa è quella di crescere sottoterra. Generalmente vengono assunte tostate o utilizzate dall’industria alimentare per la produzione di burro e olio di arachidi, in quanto sono molto proteiche e molto poco lipidiche.</li>
</ul>
</div>
<p align="justify">Esistono anche altri tipi di frutta secca meno diffusi o comunque considerati minori, ad esempio gli anacardi, che vengono dal Brasile e sono ricchi di sali minerali e di vitamine B1 e B2; la noce Pecan che proviene dagli Stati Uniti e detiene il primato di calorie tra tutta la frutta secca, con un apporto di 750 calorie per 100 grammi; le noci brasiliane ricche di lipidi, di fosforo, di magnesio e di potassio con 680 calorie per 100 grammi; le noci macadamia, che provengono dall’Australia, presentano un guscio molto duro e sono ricche di grassi, di sali minerali e di vitamine A, B1 e B2.</p>
<div align="justify"><a id="apporto-nutritivo" name="apporto-nutritivo"></a></div>
<h2 align="justify"><a id="Apporto nutritivo" name="Apporto nutritivo"></a>Apporto nutritivo</h2>
<p align="justify">La prima distinzione che va effettuata tra i due diversi tipi di frutta secca è relativa alla composizione: la frutta secca naturale è sostanzialmente lipidica, contiene quindi molti grassi, mentre quella essiccata o disidratata è prevalentemente glucidica, contiene quindi una quantità elevata di zuccheri. Esistono però ovviamente delle eccezioni, ad esempio le castagne, che nonostante appartengano alla categoria della frutta secca sono ricche di carboidrati, oppure il cocco disidratato, che presenta un elevatissimo contenuto di grassi nonostante sia un frutto.</p>
<p align="justify">Ovviamente, a causa della sua maggiore concentrazione causata dall’assenza di un’adeguata umidità, la frutta secca è molto più dolce e saporita rispetto al suo corrispondente fresco, e anche molto più calorica, tanto che la si può definire ipercalorica. Per fare un esempio pratico, basti pensare che le mele fresche apportano circa 44 calorie e 11 g. di zucchero per 100 grammi, mentre la stessa quantità di mele disidratate apporta 70 grammi di zucchero e la bellezza di 370 calorie!</p>
<p align="justify">La frutta secca di tipo lipidico è costituita prevalentemente da grassi, in percentuali che variano dal 50% all’87%: questo è causa di un apporto calorico che arriva ad essere superiore alle 500/750 calorie ogni 100 grammi. Un altro esempio pratico: le castagne fresche hanno un contenuto molto elevato di carboidrati ma apportano circa 190 calorie per 100 grammi, mentre le castagne secche apportano 370 calorie per 100 g. Allo stesso modo, la frutta disidratata o essiccata possiede un contenuto molto elevato di zuccheri, in percentuali che variano dal 40% al 70%, e forniscono dalle 200 alle 300 calorie ogni 100 grammi. Tra queste spicca il cocco essiccato, le cui calorie ogni 100 grammi arrivano ad essere 600, in quanto contiene circa il 62% di grassi.</p>
<p align="justify">Tutti questi numeri servono a dare il quadro generale di una categoria alimentare da consumare con attenzione, in particolar modo per quel che riguarda la frutta secca appartenente al gruppo lipidico; il loro indice di sazietà infatti è molto basso, il che vuol dire che non riempiono lo stomaco ma ci riempiono di calorie, compromettendo seriamente il bilancio calorico a cui siamo abituati. Viene considerata una quantità ragionevole di frutta secca da assumere quotidianamente circa 10 o 30 grammi, considerando che tale quantità ci fornisce all’incirca dalle 120 alle 200 calorie. Il momento migliore per assumere la frutta secca è come snack tra un pasto e l’altro, mentre uno degli errori più comuni è quello di consumarla alla fine dei pasti principali, come avviene nel corso delle festività di Natale, dove tra una chiacchiera e una sgranocchiata di frutta secca si arriva facilmente e senza quasi accorgersene a raddoppiare le calorie ingerite durante il pasto.</p>
<p align="justify">Le caratteristiche nutritive della frutta secca, in particolar modo quella di tipo lipidico, la rendevano nei secoli addietro un alimento molto diffuso tra gli strati meno abbienti della popolazione, che cercavano di raggiungere un apporto calorico soddisfacente integrando i pasti poco nutrienti con la frutta secca. Al giorno d’oggi la situazione è esattamente al contrario: l’alimentazione quotidiana media apporta un numero troppo elevato di calorie, il che rende superfluo, e in molti casi anche controproducente, il consumo della frutta secca.</p>
<div align="justify"><a id="vantaggi" name="vantaggi"></a></div>
<h2 align="justify"><a id="Vantaggi" name="Vantaggi"></a>Vantaggi</h2>
<p align="justify">La frutta secca contiene principalmente grassi mono e polinsaturi, consigliati a chi ha problemi di colesterolo alto. Le noci in primis hanno un elevato contenuto di acidi grassi essenziali, ad esempio l’acido linolenico e l’acido linoleico, che fanno parte degli Omega 3 e contribuiscono alla riduzione del colesterolo nel sangue. Altre sostanze benefiche per le arterie contenute nelle noci, nelle mandorle e nelle nocciole sono i fitosteroli. Ancora, le noci, le mandorle, le nocciole e le castagne sono particolarmente ricche di fibre, che aiutano a regolare l’intestino; fibre che sono contenute anche nella frutta essiccata e in particolar modo nelle mele e nelle prugne, nell’uvetta, nei fichi e nelle albicocche. Ancora, la frutta secca è un alimento ricco di acido folico, particolarmente interessante per le donne incinte per proteggere la salute del feto. La frutta secca di tipo lipidico apporta anche buone quantità di vitamina E, che viene contenuta naturalmente da questi alimenti per proteggerli contro l’irrancidimento delle sostanze grasse.</p>
<p align="justify">Secondo recenti ricerche pubblicate da riviste di informazione medica e nutrizionale di livello internazionale, le persone con problemi di sovrappeso possono apportare giovamenti al proprio livello di colesterolo e di trigliceridi grazie all’assunzione regolare ma moderata di frutta secca, che aiuta anche ad elevare la quantità di colesterolo definito “buono”. Un’ulteriore ricerca pubblicata in una rivista americana di cardiologia ha evidenziato quanto l’azione anti-aterosclerotica degli acidi grassi contenuti nelle noci sia importante per la riduzione di patologie a livello cardiovascolare e coronarico, ad esempio l’infarto del miocardio. Anche molti studiosi italiani, basandosi sui risultati delle ricerche effettuate a livello internazionale, hanno confermato che l’assunzione, cinque volte a settimana, di una trentina di grammi di frutta secca può aiutare a ridurre il rischio di patologie cardiache del 35%/53% e può giocare un ruolo di fondamentale importanza anche per prevenire il diabete cardiovascolare.</p>
<p align="justify">Tranne che per l’acido folico e la vitamina E, il contenuto vitaminico della frutta secca non è neanche lontanamente paragonabile a quello della frutta fresca, di cui la frutta secca non può e non deve essere considerato un sostitutivo. La frutta secca, infatti, ha anche un limitato apporto proteico, e solitamente caratterizzato da un calore biologico di scarsa rilevanza, non paragonabile a quelle di origine animale. Solitamente i nutrizionisti sono d’accorso nel consigliare attenzione e moderazione nell’assunzione della frutta secca, in quanto i benefici che questo alimento può apportare al sistema cardiovascolare si annullano in presenza di dosi eccessive, eccessivamente caloriche.</p>
<div align="justify"><a id="come-scegliere" name="come-scegliere"></a></div>
<h2 align="justify"><a id="Come scegliere" name="Come scegliere"></a>Come scegliere</h2>
<p align="justify">Nella maggior parte dei casi la frutta secca viene prodotta e commercializzata da aziende specializzate che sono in grado di assicurare il massimo controllo in ogni fase del processo di produzione. Certamente la natura stessa di questo alimento, ossia l’assenza di umidità, lo rende difficilmente attaccabile da batteri e microorganismi vari, quindi non ci sono particolari criticità riguardo alla sua conservazione: solitamente, infatti, basta conservarla in un luogo asciutto, fresco e possibilmente al riparo dal sole. Nel caso in cui non si riuscisse a conservare la frutta secca di tipo lipidico nel migliore dei modi, il peggio a cui si può andare incontro, di solito, è il suo irrancidimento, che viene causato dall’alterazione delle sostanze grasse. Lo stesso fenomeno si può verificare nel caso in cui il prodotto fosse molto vecchio.</p>
<p align="justify">Riguardo all’acquisto, il tipo da preferire è quello con il guscio, un involucro protettivo naturale estremamente più efficace di un imballaggio industriale di qualsiasi tipo. A volte la frutta secca può essere attaccata da insetti e larve, fenomeno di cui ci si accorge solo dopo aver rotto il guscio. Nel caso in cui si preferisse acquistare la frutta secca già sgusciata, la cosa migliore è preferire gli imballaggi sottovuoto, che assicurano al prodotto una maggiore e più prolungata freschezza; questo tipo di frutta secca però è più deperibile di quella col guscio, quindi è bene leggere con attenzione l’etichetta per assicurarsi che non ci sia una presenza eccessiva di antiossidanti e di conservanti, dannosi per la salute. Gli additivi alimentari più utilizzati nel caso della frutta secca sono i solfiti, come l’anidride solforosa, che svolgono un’azione antimicrobica, e l’acido sorbico per proteggerla contro l’attacco di funghi: sostanze che potrebbero essere causa di fastidiose intolleranze o allergie.</p>
<div id="attachment_198" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><a title="Etnatost Frutta Secca" href="https://www.egolden.it/etnatost"><img class=" wp-image-198" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2014/11/frutta_secca.png" alt="Frutta secca " width="700" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">La Frutta secca piu&#8217; buona direttamente dal produttore</p></div>
<p align="justify">Come per tanti altri prodotti, anche per la frutta secca vale il consiglio di effettuare l’acquisto in punti vendita molto frequentati, dove sia assicurato il ricambio continuo dei prodotti, che evita di effettuare acquisti di frutta secca vecchia. Se si sceglie la frutta secca col guscio è bene controllare il fondo dell’imballaggio: se notate la presenza di piccole briciole non diverse dalla segatura vuol dire che la frutta potrebbe contenere qualche parassita. Sotto l’aspetto sanitario, la frutta secca può essere colpita dalle aflatossine, ossia sostanze nocive che vengono prodotte da diversi tipi di muffa tipici dei prodotti alimentari come la frutta secca per l’appunto, quella fresca, oli, cacao e cereali.</p>
<p align="justify">Questo tipo di tossina potrebbe avere un effetto cancerogeno e sono anche resistenti alla tostatura e alla cottura. Un regolamento della Commissione Europea, però, ha recentemente innalzato il livello di aflatossine permesso per la frutta secca da 4 a 10 microgrammi al chilo, in adeguamento a una prescrizione dell’OMS. Un adeguamento probabilmente dovuto a motivi di origine commerciale, che permette di importare la frutta secca anche da paesi, ad esempio quelli in via di sviluppo, dove le condizioni di conservazione non sono ottimali e favoriscono la formazione delle aflatossine. Il problema non è molto rilevante dato che solitamente non si consumano grandi quantitativi di frutta secca, ma diventa di entità superiore se pensiamo a prodotti che vengono consumati in grandi quantitativi, ad esempio i cereali, che incrementano quindi l’esposizione alle aflatossine.</p>
<div class="entry">
<p align="justify">a cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net/">http://www.guidaacquisti.net</a></p>
</div>
</div>
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		<title>Abbigliamento Intimo Femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2015 08:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[intimo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Abbigliamento Intimo Femminile L’intimo donna è costituito da una serie di indumenti definiti intimi perchè a contatto diretto con la pelle. Oltre a rivestire un ruolo funzionale, sono spesso utilizzati per migliorare il proprio aspetto. Leggi la guida per conoscerne storia, caratteristiche, tipologie, e come scegliere l’intimo donna in base a criteri di comfort, qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore. INDICE DELLA GUIDA Storia della lingerie femminile Tipologie Calze Reggiseno Baby doll, bustino, guepiére e reggicalze Mutandine Come scegliere Storia della lingerie femminile Se come afferma un anonimo pensatore “la bellezza è opinabile, ma sulla bruttezza sono tutti d’accordo”, da sempre l’uomo ha cercato ogni rimedio e soluzione per apparire più fascinosi ed attraenti agli occhi non solo degli altri, ma di noi stessi che ci guardiamo nei mille specchi della vita. Già i Romani amavano prendersi cura del proprio corpo. Vanitosi e narcisi, adoravano i massaggi, i profumi, gli olii e quant’altro. Allenavano la propria muscolatura quasi quotidianamente e, udite udite, gli uomini non tolleravano la vista di seni femminili troppo grandi o, peggio ancora, cadenti e flosci. Questo perché risvegliava in loro il ricordo dei costumi delle donne barbare, evidentemente per loro riprovevoli e disgustosi: le popolazioni germaniche, infatti, avevano capi assai arcaici e rudi: nessun tipo di mutande o simili, ritenute superflue visto l’uso regolare di calzoni e pantaloni. Nello specifico pare che i Goti tenessero a pelle delle tuniche bianche mentre i Longobardi utilizzassero un indumento protettivo per i genitali e, addirittura, delle vere e proprie camicie da notte. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="title">Abbigliamento Intimo Femminile</h2>
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<p>L’intimo donna è costituito da una serie di indumenti definiti intimi perchè a contatto diretto con la pelle. Oltre a rivestire un ruolo funzionale, sono spesso utilizzati per migliorare il proprio aspetto. Leggi la guida per conoscerne storia, caratteristiche, tipologie, e come scegliere l’intimo donna in base a criteri di comfort, qualità, prezzo e corretta informazione per il consumatore.</p>
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<div>
<div><strong>INDICE DELLA GUIDA</strong></div>
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<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#storia-della-lingerie-femminile">Storia della lingerie femminile</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#tipologie">Tipologie</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#calze">Calze</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#reggiseno">Reggiseno</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#baby-doll-bustino-guepiere-e-reggicalze">Baby doll, bustino, guepiére e reggicalze</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#mutandine">Mutandine</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/intimodonna.html#come-scegliere">Come scegliere</a></li>
</ol>
</ol>
</div>
<p><a id="storia-della-lingerie-femminile" name="storia-della-lingerie-femminile"></a></p>
<p><a href="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/images.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-4990" src="https://www.egolden.it/wp-content/uploads/2015/01/images.jpg" alt="Abbigliamento intimo femminile" width="283" height="283" /></a></p>
<h2>Storia della lingerie femminile</h2>
<p>Se come afferma un anonimo pensatore “la bellezza è opinabile, ma sulla bruttezza sono tutti d’accordo”, da sempre l’uomo ha cercato ogni rimedio e soluzione per apparire più fascinosi ed attraenti agli occhi non solo degli altri, ma di noi stessi che ci guardiamo nei mille specchi della vita. Già i Romani amavano prendersi cura del proprio corpo. Vanitosi e narcisi, adoravano i massaggi, i profumi, gli olii e quant’altro.</p>
<p>Allenavano la propria muscolatura quasi quotidianamente e, udite udite, gli uomini non tolleravano la vista di seni femminili troppo grandi o, peggio ancora, cadenti e flosci. Questo perché risvegliava in loro il ricordo dei costumi delle donne barbare, evidentemente per loro riprovevoli e disgustosi: le popolazioni germaniche, infatti, avevano capi assai arcaici e rudi: nessun tipo di mutande o simili, ritenute superflue visto l’uso regolare di calzoni e pantaloni.</p>
<p>Nello specifico pare che i Goti tenessero a pelle delle tuniche bianche mentre i Longobardi utilizzassero un indumento protettivo per i genitali e, addirittura, delle vere e proprie camicie da notte. Ma tornando ai romani che tanto disprezzavano i seni pericolanti, c’è da aggiungere che, ovviamente, le donne non potevano che regolarsi di conseguenza. Gli accorgimenti erano due: o ci si affidava al “mamillare”, una fascia di cuoio che appiattiva il petto e ne conteneva la crescita, o allo “strophium” che, esattamente come i più moderni reggiseno criss-cross, sosteneva senza stringere o comprimere. Se però il problema persisteva ed il seno era davvero abbondante, si ricorreva al cosiddetto “cestus”, un corpetto di cuoio soffice e morbido o addirittura ad un vero e proprio corsetto che, partendo dall’inguine, raggiungeva la base del petto.</p>
<p>Quest’ultimo ha una storia assai antica che giunge direttamente dalla cima dell’Olimpo in cui, pare, sia stata per prima Venere a consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa, a cui, tra l’altro, si deve l’aggettivo “giunonica”. Insomma, sia che vi rispecchiate in Venere, dea dalle forme perfette per antonomasia, o nella più sfacciatamente opulenta Giunone, non lasciate nulla al caso: la biancheria intima più adatta a voi sta fremendo da dietro quella vetrina del negozio in fondo alla strada. Vi sta letteralmente aspettando. Chiamando. Tendete l’orecchio: non sentite anche voi quella vocina?</p>
<p><a id="tipologie" name="tipologie"></a></p>
<h2>Tipologie</h2>
<p>Ecco un elenco delle varie tipologie di lingerie disponibili sul mercato:</p>
<ul>
<li><strong>Babydoll</strong>, una camicia da notte corta o un negligee da indossare di notte.</li>
<li><strong>Busto</strong>, un body correttivo usato per modellare e dare forma al corpo.</li>
<li><strong>Body</strong>, copre il corpo dal collo alla vita.</li>
<li><strong>Boxer</strong>, un tipo di mutande chiamato così perché somiglia ai pantaloncini maschili.</li>
<li><strong>Brasliana</strong>, via di mezzo tra un perizoma e uno slip molto sgambato.</li>
<li><strong>Brassiere</strong></li>
<li><strong>Calze autoreggenti</strong></li>
<li><strong>Camicia da notte</strong>, un indumento leggero, poco aderente, che può arrivare all’altezza delle cosce (babydoll) o coprire tutte le gambe (peignoir).</li>
<li><strong>Camicia da notte Jersey</strong> – Una T-shirt lunga e poco aderente, in cotone, poliestere, nylon o chiffon, che può essere indossata come un Babydoll.</li>
<li><strong>Canottiera</strong>, senza maniche e aderente, copre la parte superiore del corpo.</li>
<li><strong>Cheeky</strong>, espone la parte bassa delle natiche.</li>
<li><strong>Collant</strong></li>
<li><strong>Corpetto</strong>, stretto e aderente al corpo.</li>
<li><strong>Culotte</strong>, mutandine che coprono anche i fianchi.</li>
<li><strong>G-String</strong>, una striscia di tessuto sottile che passa tra le natiche ed è collegata a una fascia attorno alla vita. Può essere indossato come bikini o indumento intimo, sia da uomini che da donne.</li>
<li><strong>Giacca da notte</strong>, indossata sopra una camicia da notte o un negligee quando si sente freddo o ci si vuole coprire.</li>
<li><strong>Giarrettiera</strong></li>
<li><strong>Gambaletto</strong>, assomiglia a un paio di pantaloncini stretti per atletica.</li>
<li><strong>Mutandina</strong></li>
<li><strong>Negligee</strong></li>
<li><strong>Pagliaccetto</strong></li>
<li><strong>Peignoir</strong></li>
<li><strong>Petticoat</strong></li>
<li><strong>Perizoma</strong></li>
<li><strong>Reggicalze</strong></li>
<li><strong>Reggiseno</strong></li>
<li><strong>Slip</strong>, mutandine sgambate.</li>
<li><strong>Spanky-Pants</strong>, “Spankies” (mutandine coordinate al costume, indossate dalle cheerleader).</li>
<li><strong>Sottoveste</strong></li>
<li><strong>Tanga</strong></li>
<li><strong>Teddy</strong></li>
<li><strong>Uniforme da cameriera Francese</strong>, una forma di indumento femminile che ricorre tra le fantasie maschili.</li>
</ul>
<p><a id="calze" name="calze"></a></p>
<h2>Calze</h2>
<p>Immortale il ricordo di quello streap-tease, un pò grossolano ed ironico ma assolutamente degno di nota, che Sophia Loren improvvisò di fronte ad un Marcello Mastroianni inebriato, in una celebre scena del film “Ieri, Oggi e Domani”. Nel film Altman “Prêt-à-porter”, Altman realizzerà il replay di questa glorioso spogliarello davanti al quale, tra l’altro, Mastroianni si addormenterà. Ma questa è un’altra storia. Il punto è che sfilarsi un’autoreggente seduce. Incanta. Strega. Conquista per sempre. E se nel vostro cassetto non ce n’è alcuna traccia, correte a comprarne un paio, perché funziona davvero.</p>
<p>La calza non segue soltanto i vostri passi e la linea della vostra gamba, ma ogni vostra esigenza e necessità. Ogni vostro capriccio e vanità. D’altronde la calza nasce con la donna e con il suo naturale ed innato sex appeal e proprio per questo vive in simbiosi con ciascuna di noi. Le tiriamo, le graffiamo con l’unghia fresca di manicure, le strappiamo definitivamente con la zip dello stivale…ma poi le risistemiamo con un po’ di smalto ed entrambe, noi e le calze, siamo pronte per nuove avventure. Possiamo disprezzarle per la loro delicatezza o amarle alla follia per la loro grande comodità, ma comunque non ci libereremo mai di loro. Perché? Perché l’inverno è troppo duro e rigido da sopportare a piede nudo e perché gli uomini ne vanno pazzi.</p>
<p>Potrete scegliere tra mille colori e fantasie, più o meno elasticizzate, autoreggenti per le temerarie pronte a sfidare ogni legge gravitazionale o classiche per le tradizionaliste, a rete, con la famosa riga (durante la guerra disegnata con il pennarello direttamente sulla gamba) o a mezzo dito (con il rinforzo che copre la punta delle dita).</p>
<p>Sia che siate aficionadas del gambaletto che copre il polpaccio o delle parigine (in gergo “Thigh-Highs”) che invece proseguono fino a metà coscia, potrete optare per una calza opaca (dalla trama spessa e scura, solitamente di 40 denari o più), velata (dalla fibra sottile che va dai 15 ai 20 denari) o velatissima (in fibra finissima di pochi denari che garantisce ed offre il massimo della trasparenza): basta scegliere in base ai denari, unità di misura utilizzata per definire la trasparenza della calza.</p>
<p>Ovviamente, più basso è il numero che troverete scritto sulla confezione, maggiore sarà la velatura proposta e, con essa, maggiore il rischio di durare meno. Inventato nel 1958, il collant risulta essere la scelta più comoda sebbene la calza, magari accompagnata da un efficace reggicalze o da una più audace giarrettiera, può rivelarsi il miglior alleato nel ribaltare le sorti di una serata che non va come dovrebbe. Insomma, dedicato a chi preferisce il lieto fine.</p>
<p><a id="reggiseno" name="reggiseno"></a></p>
<h2>Reggiseno</h2>
<p>Vero e proprio imperatore della biancheria intima femminile, il reggiseno è l’amico intimo e fidato di ogni donna. Che amiate indossarlo persino sotto al pigiama o che preferiate girare per le strade del mondo senza, ognuna di noi ha, almeno una volta nella vita, provato l’ebbrezza di allacciare quei gancetti dietro le spalle. E ogni maschietto, almeno una volta nella vita, li ha sganciati.</p>
<p>E’ un’emozione, un brivido, un gesto talmente piccolo da risultare estremamente incantevole, intrigante. Magico. La nostra femminilità è tutta in quei gancetti che come una qualsiasi serratura che si rispetti, ha una combinazione da scoprire, decifrare e mettere in atto. La parola d’ordine è delicatezza. Spontaneità. Naturalezza. Candore.</p>
<p>Le stesse qualità con cui ci si dovrebbe avvicinare ad una donna. C’è quello a balconcino (con le coppe a mezzaluna e con il punto di attacco delle spalline –opzionali- molto laterale che lasciano scoperta la parte superiore del seno), quello a triangolo (data la forma triangolare, copre quasi interamente il seno ed è per questa sua grande comodità che viene solitamente utilizzato per usi sportivi o contenitivi) ed il mitico push-up, quello che promette ciò che non possediamo.</p>
<p>Qualche misura in piu, una maggiore procacità…insomma, è quel tipo di reggiseno che esalta il decolleté e che stende chiunque incontriate per la vostra strada. Il Wonderbra, il reggiseno delle meraviglie, brevettato nel 1967 dalla stilista canadese Louise Poirier e che debuttò con la Playtex nel 1994 in America, è tuttora uno dei più acquistati ed è divenuto addirittura un’icona culturale. Per gli sportivi, ci sono reggiseni che garantiscono un miglior sostegno al seno, proteggendolo ed impedendo eccessivi movimenti ed eventuali strappi durante l’attività fisica.</p>
<p>E per tutte quelle che vogliono stupire e tramortire il loro partner, ecco la soluzione più giusta: il cosiddetto reggiseno “sottoseno”: a balconcino in cui le coppe sono talmente ridotte da lasciare praticamente nudi entrambi i seni, compresi capezzoli e areole. più sexy e trasgressive di così!! (poi urgerà una tempestiva e provvidenziale rianimazione al vostro lui, ma questo è un problema che potrete affrontare tranquillamente in un secondo momento).</p>
<p><a id="baby-doll-bustino-guepiere-e-reggicalze" name="baby-doll-bustino-guepiere-e-reggicalze"></a></p>
<h2>Baby doll, bustino, guepiére e reggicalze</h2>
<p>Prima di tutto distinguiamo gli uni dagli altri. La guepière è ben diversa dal semplice bustier proprio perché è il classico “due in uno”: il bustino, chiuso sulla schiena con laccetti o piccoli ganci che seguono la silhouette, viene infatti prolungato grazie all’annesso reggicalze ed è munito di stecche che modellano e disegnano le forme del corpo. Alternando tessuti rigidi a trame più elastiche, il seno viene sorretto e messo in risalto dai ferretti che possono essere aiutati in questo (talvolta affaticante!) compito da sottili spalline ton sur ton.</p>
<p>Indumento seducente per eccellenza inventato nel 1945 da Marcel Rochas, la guepière ha un nome per alcuni/e difficile da pronunciare (deriva dal francese “guèpe” ovvero “vespa”, in riferimento a famoso “vitino”), ma una volta indossato lascerà tutti a bocca aperta e sarà difficile dimenticarsene. Per veri intenditori.</p>
<p>Il Baby doll, invece, lanciato di moda dall’omonimo film di Elia Kazan del 1956, da cui lo stesso nome deriva (il nome “doll”, ovvero “bambola” in inglese, era il vezzeggiativo dato alla stessa protagonista del film, Dorothy). Sebbene ci sia chi collega il nome, invece, al modello stesso del capo, molto simile a quello delle bambole, il baby doll è indiscutibilmente una potente arma di seduzione.</p>
<p>Talvolta imprescindibile. Costituito da una camiciola cortissima, spesso abbinato a mutandine coordinate, nasce come sostituto del pigiama, come indumento da notte. Mettendo in mostra gran parte delle gambe e del seno (va indossato rigorosamente senza reggiseno), è oggi sul podio della lingerie tentatrice. Nonostante ce ne siano di tutti i materiali (dalla seta ai sintetici), per chi vuole davvero osare e giocarsi tutto, si può puntare anche al più economico (dal punto di vista dei tessuti, ovviamente). Ce ne sono alcuni in commercio, infatti, con gli oblò nei punti giusti che lasciano poco all’immaginazione (e niente sotto). Per notti very very hot.</p>
<p><a id="mutandine" name="mutandine"></a></p>
<h2>Mutandine</h2>
<p>Anche qui ci vuole una bella differenziazione: d’altronde lo s’imparava già sui banchi di scuola. Nel cesto delle mele vanno le mele, in quello delle pesche vanno le pesche e così via…non si può confondere, ingarbugliare, equivocare. Soprattutto quando si parla di intimo. Perché la lingerie è personalissima, deve calzarci a pennello non solo esteriormente, ma soprattutto dentro: deve farci sentire a nostro agio visto che nella maggior parte dei casi la mostreremo a qualcuno. Ma anche se così non fosse, bisogna scegliere con cura e cautela il modello più adatto alle nostre necessità, gusti e, soprattutto, forme. Per approfondire la NOSTRA conoscenza, quindi, valutare attentamente le opzioni.</p>
<p>Pizzo, cotone, seta…o ancora, lycra, nylon e addirittura tulle. Ecco in quanti materiali potrete trovare il vostro slip prediletto, capo d’indumento che andrà a contatto direttamente con le vostre parti più intime. Elenchiamo: lo slip è quello classico, simile alla forma di quello maschile. Tradizionale. Classico. Comodo. Pratico. Fondamentalmente completo.</p>
<p>Poi c’è il tanga, slip estremamente sgambato che si mostra sui fianchi con un semplice cordoncino/nastrino/laccetto. Per veri intenditori. Arriviamo al perizoma, croce e delizia per tanti. Posteriormente risulta essere una minima strisciolina di tessuto che va a nascondersi per scomparire completamente all’interno dell’incavo delle natiche: il sedere resta in pratica nudo, al freddo e al gelo. Non brilla per comodità e praticità, c’è chi invece lo usa in qualsiasi occasione e momento della vita. Anche per fare sport.Consigliato per chi ha un lato B brasilianissimo, oggi è invece indossato da moltissime donne di qualsiasi età. Rende giovani e non si vede. Già, non si vede affatto…soprattutto dietro!</p>
<p>A metà strada tra il perizoma e la slip, la cosiddetta “brasiliana” posteriormente ha un triangolo di stoffa che copre solo la parte superiore dei glutei. Proprio per quel suo vedo-non vedo, risulta essere uno dei capi più erotici. Raffinata e per niente volgare, la brasiliana offre in più una grande comodità e libertà di movimento. Praticamente perfetta.</p>
<p>Eccoci all’ultima tappa del nostro viaggio: la coulotte. Slip piuttosto alto, copre tutto il sedere ed una parte delle cosce. Certamente pratica. All’occorrenza sexy. Per donne che sanno cosa vogliono e che non sentono il bisogno di mostrarsi ancora prima di decidere da che parte incominciare.</p>
<p><a id="come-scegliere" name="come-scegliere"></a></p>
<h2>Come scegliere</h2>
<p>Esistono donne che conducono stili di vita differenti, a seconda della loro occupazione, dei loro hobby, dei loro passatempi. Ogni donna vive comunque molteplici situazioni e la seguente categorizzazione non vuole certo circoscrivere e limitare le esperienze della quotidianità femminile. Essa ha solamente la funzione di specificare l’intimo più adeguato per chi prevalentemente svolge delle particolari attività, si approccia a vivere delle specifiche situazioni (parto, matrimonio), ama seguire un determinato stile. Proviamo a descrivere dunque alcune tipologie di donne e la relativa <em>biancheria intima</em>.</p>
<ul>
<li><strong>Sportive e dinamiche</strong><br />
Chi pratica quotidianamente sport, a livello professionistico e non, avvertirà sicuramente l’esigenza di un intimo pratico, comodo e facilmente lavabile. Esistono, proprio per questo, delle linee sportive, composte da <strong>reggiseno privo di ferretto</strong> ma estremamente contenitivo, spesso con allacciatura posteriore incrociata dietro, e mutandine completamente in cotone con cuciture poco spesse, che seguono agevolmente ogni movimento. Data la frequenza dell’utilizzo, è importante che questa tipologia di intimo sia di buona qualità e resista ai lavaggi, senza perdere di elasticità.</li>
<li><strong>Sexy</strong><br />
Coloro che, per lavoro o per scelta personale, devono o vogliono indossare molto spesso abiti corti e scollati, pantaloni aderenti ed eleganti, gonne corte e fascianti, sono tenute a prestare particolare attenzione all’intimo che indossano, che dovrà essere consono all’abito e allo stile scelto. Chi infatti opta per un abbigliamento del genere, ama solitamente essere sexy e questo gusto si rispecchia anche nell’intimo. Molto indicati per le donne che amano la sensualità sono i completini di pizzo nero (mutandine o perizoma con reggiseno <strong>push up</strong> o di altro genere) ma anche di color crema e panna. Attenzione a non confondere la sensualità con la volgarità. Mettere troppo in mostra i capi d’intimo, soprattutto se particolarmente succinti e provocanti, non è certo sinonimo di eleganza e stile. Ricordate infine, soprattutto se indossate abiti molto stretti, di prestare attenzione che non sia troppo evidente il segno del vostro intimo attraverso il vestito. Scegliete dunque intimo liscio e con cuciture quasi invisibili.</li>
<li><strong>Classiche</strong><br />
Si intende, con questa denominazione, l’insieme di tutte quelle donne che seguono uno stile sobrio e mai eccessivo, che amano indossare tailleur dalle linee dritte, pantaloni e giacche semplici, gonne longette o sopra il ginocchio. L’intimo adatto per queste donne è formato da slip o <strong>perizoma</strong> lisci, senza eccessivi <strong>pizzi</strong>, e <strong>reggiseno</strong> coordinato o liscio o con poco pizzo. Le fantasie da scegliere sono quelle semplici, dai colori sobri, mai troppo evidenti. Non sottovalutate mai l’importanza della semplicità: essa infatti è in grado di diventare sensualità elegante, se solo sa essere arricchita da personalità e stile.</li>
<li><strong>Eclettiche</strong><br />
Se ami essere sensuale e conquistare, e in più ami lo stile particolare ed eccentrico, il tuo intimo rispecchierà questo tuo gusto. Avrai tutte le caratteristiche della donna sexy, ma in più privilegerai fantasie appariscenti e forme stravaganti. Si pensi al leopardato, al <strong>tessuto lucido di reggiseni</strong> e <strong>perizomi</strong>, ad ornamenti particolari come catenine o ciondoli, che non fanno certo passare inosservato il tuo intimo, che potrebbe anche comprendere <strong>guepiere</strong> e <strong>reggicalze</strong>.</li>
<li><strong>Post parto</strong><br />
Il momento che segue il parto è certamente, per quanto bellissimo, piuttosto critico e difficile per le donne, sia per il cambiamento delle abitudini e delle responsabilità, che per il cambiamento inevitabile della propria fisicità. Esistono però dei capi d’intimo specifici che possono aiutare la donna in questo periodo e che andrebbero tenuti in considerazione. Si pensi, ad esempio, al <strong>reggiseno da allattamento</strong>, estremamente comodo, o alla <strong>guaina contenitiva</strong> che sarà d’aiuto per ritornare in forma in minor tempo.</li>
<li><strong>Spose</strong><br />
Il matrimonio è un evento che, nonostante i cambiamenti che ha subito nel tempo, è sempre rimasto legato alla tradizione e all’abitudine di alcuni riti ben auguranti, alcuni correlati anche all’<strong>intimo femminile</strong>. Sembra che porti fortuna, ad esempio, che la sposa indossi, sotto l’abito da sposa, un <strong>reggicalze di pizzo</strong>. Non mancano mai neanche le calze vellutate e il corsetto o il bustino che caratterizzano molti abiti da sposa. Il bianco domina comunque incontrastato nella donna che si sposa</li>
</ul>
</div>
</div>
<p>a cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net/">http://www.guidaacquisti.net</a></p>
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		<title>Strumenti Musicali a Corde</title>
		<link>https://www.egolden.it/strumenti-musicali-corde/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 09:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[eGolden]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida agli Acquisti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Strumenti a Corde Gli strumenti musicali a corde, detti anche cordofoni, come ad esempio il violino, la viola, il violoncello, il basso, l’arpa, il banjo, la chitarra e il mandolino, producono i suoni attraverso la vibrazione delle corde, che a sua volta è amplificata dalla loro cassa armonica. INDICE DELLA GUIDA Tipologie Come scegliere Accessori Tipologie Tra le moltissime varianti di strumenti di questo genere, i modelli più comuni sono: Violino E’ il più piccolo tra gli strumenti a corde, e quello che può raggiungere le note più alte. Per suonare il violino dovete appoggiarlo sotto il vostro mento e muovere un archetto di crini di cavallo sulle quattro corde (realizzate in metallo o nylon). In genere gli archetti hanno un’impugnatura in legno e permettono di ottenere dal violino un suono caldo e profondo, semplice o brillante. Viola Le sue corde possono essere suonate con un archetto o pizzicate con le dita. La viola è più grande di un violino e produce un suono più caldo e più basso. Violoncello E’ molto più grande di un violino o di una viola e produce un suono più profondo. Per suonarlo dovete tenerlo tra le vostre gambe, un puntale attaccato al violoncello gli impedisce di toccare il pavimento. Il violoncello si suona con un arco. Contrabbasso E’ il più grande nella famiglia degli strumenti a corde. Ha il suono più basso e si usa soprattutto nella musica jazz. Il contrabbasso è lungo ben 1,8 metri. Per suonarlo dovete appoggiarlo sul pavimento e stare in piedi o seduti [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="title">Strumenti a Corde</h2>
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<p>Gli strumenti musicali a corde, detti anche cordofoni, come ad esempio il violino, la viola, il violoncello, il basso, l’arpa, il banjo, la chitarra e il mandolino, producono i suoni attraverso la vibrazione delle corde, che a sua volta è amplificata dalla loro cassa armonica.</p>
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<div><strong>INDICE DELLA GUIDA</strong></div>
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<ol>
<li><a href="https://www.egolden.it/guidaacquisti/strumenti-musicali-corde/#tipologie">Tipologie</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guidaacquisti/strumenti-musicali-corde/#come-scegliere">Come scegliere</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guidaacquisti/strumenti-musicali-corde/#accessori">Accessori</a></li>
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</ol>
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<p><a id="tipologie" name="tipologie"></a><img class="aligncenter" src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Strumenti-musicali-a-corde.jpg" alt="Strumenti musicali a corde" /></p>
<h2><a id="Tipologie" name="Tipologie"></a>Tipologie</h2>
<p>Tra le moltissime varianti di strumenti di questo genere, i modelli più comuni sono:</p>
<ul>
<li><strong>Violino</strong><br />
E’ il più piccolo tra gli strumenti a corde, e quello che può raggiungere le note più alte. Per suonare il violino dovete appoggiarlo sotto il vostro mento e muovere un archetto di crini di cavallo sulle quattro corde (realizzate in metallo o nylon). In genere gli archetti hanno un’impugnatura in legno e permettono di ottenere dal violino un suono caldo e profondo, semplice o brillante.</li>
<li><strong>Viola</strong><br />
Le sue corde possono essere suonate con un archetto o pizzicate con le dita. La viola è più grande di un violino e produce un suono più caldo e più basso.</li>
<li><strong>Violoncello</strong><br />
E’ molto più grande di un violino o di una viola e produce un suono più profondo. Per suonarlo dovete tenerlo tra le vostre gambe, un puntale attaccato al violoncello gli impedisce di toccare il pavimento. Il violoncello si suona con un arco.</li>
<li><strong>Contrabbasso</strong><br />
E’ il più grande nella famiglia degli strumenti a corde. Ha il suono più basso e si usa soprattutto nella musica jazz. Il contrabbasso è lungo ben 1,8 metri. Per suonarlo dovete appoggiarlo sul pavimento e stare in piedi o seduti su uno sgabello alto.</li>
<li><strong>Arpa</strong><br />
Ha una caratteristica forma a triangolo. Si suona pizzicando le 45 corde tese sulla cornice di legno.</li>
<li><strong>Banjo</strong><br />
Una volta la sua veniva coperta con pelle in tensione, ma oggi per lo più si utilizzano materiali sintetici. Le cinque corde sul lungo manico si suonano con un plettro.</li>
<li><strong>Mandolino</strong><br />
Ha un corpo dalla forma simile a una mandorla, con quattro o sei paia di corde e una tastiera. Questo strumento è stato molto popolare tra il 1600 e il 1800 e viene accordato come un violino. Il mandolino Napoletano, uno strumento apparso attorno al 1750, si suona con un plettro e ha le corde in metallo. Anche le chitarre sono classificate come strumenti a corde e su internet troverete numerosi siti su cui cercare consigli per scegliere una chitarra acustica, elettrica o un basso.</li>
</ul>
<p><a id="come-scegliere" name="come-scegliere"></a></p>
<h2><a id="Come scegliere" name="Come scegliere"></a>Come scegliere</h2>
<p>Assicuratevi di scegliere uno strumento a corde di alta qualità in modo da poterlo suonare per parecchio tempo e poterlo considerare un investimento. Chiedete sempre al venditore l’età dello strumento e se è stato mai restaurato completamente o in parte.</p>
<ul>
<li><strong>Età</strong><br />
Dal momento che il legno si indurisce con il tempo guadagnerà più risonanza, permettendo agli strumenti di sviluppare un suono più profondo e più ricco man mano che invecchiano. I modelli più vecchi, se sono in buone condizioni, offriranno un suono migliore rispetto a strumenti simili ma nuovi. Tuttavia, uno strumento nuovo può avere un suono migliore rispetto a un vecchio strumento che abbia subito molte riparazioni. Controllate se, nelle foto realizzate dal venditore, lo strumento presenta segni visibili di rotture e restaurazioni. Un vecchio strumento che abbia bisogno di essere restaurato, o uno che sia stato restaurato in maniera scorretta, potrebbe non produrre il giusto suono.</li>
<li><strong>Condizioni</strong><br />
Dovete acquistare uno strumento in buone condizioni, a prescindere dalla sua età. Il collo dovrebbe essere lungo da 20 a 21 mm per i violini, da 24 a 26 mm per le viole e da 62 a 68 mm per un violoncello. Assicuratevi che il collo sia perfettamente centrato tra i due fori a forma di F.</li>
<li><strong>Restauri</strong><br />
Una nuova verniciatura o altre restaurazioni di violini, viole, violoncelli e bassi possono alterare il loro suono. Fate attenzione specialmente ai modelli compositi, realizzati con diverse parti costruite da fabbricanti diversi. Gli strumenti con più di 50 anni probabilmente saranno stati restaurati. Prima di acquistarli, valutate gli strumenti più vecchi capire se siano stati riverniciati. Alcuni proprietari preservano i loro strumenti lucidandoli regolarmente, altri li riverniciano completamente quando lo strumento inizia a sembrare vecchio. Gli strumenti più vecchi potrebbero anche essere trattati con una vernice trasparente molto leggera, per preservare quello che rimane della vernice originale. Se volete acquistarne uno e restaurarlo, considerate il costo del restauro nel vostro budget. Cordiere di ricambio, piroli, tastiere e puntali sono disponibili in una varietà di legni, inclusi ebano, palissandro e legno di bosso.</li>
</ul>
<p><a id="accessori" name="accessori"></a></p>
<h2><a id="Accessori" name="Accessori"></a>Accessori</h2>
<p>Ottenete un suono di alta qualità e suonate i vostri strumenti con un maggiore comfort grazie ad archetti, corde, cuscinetti e altri accessori.</p>
<ul>
<li><strong>Archetto</strong><br />
Il giusto archetto, che sia per un violino, una viola o un violoncello, vibrerà assieme alle corde, generando un suono ricco e intenso. Molti modelli per principianti includono un archetto. Anche se gli archetti migliorano con gli anni, ricordate che possono usurarsi. Non comprate un archetto che abbia già dei difetti. Gli archetti in legno tendono a generare il suono migliore, anche se sono disponibili archetti in materiali sintetici.</li>
<li><strong>Corde</strong><br />
Le corde sono disponibili in diversi formati. Scegliete corde formato medio se volete un suono uniforme e caldo. Potete scegliere tra le seguenti tipologie:<br />
• In visceri: hanno un suono caldo e complesso.<br />
• In materiali sintetici: tipicamente nylon, tendono ad avere più potenza rispetto a quelle in visceri e hanno bisogno di essere accordate meno frequentemente.<br />
• In acciaio: hanno un suono chiaro, semplice e diretto. Chi allo stile classico preferisce gli stili country, folk e jazz amerà il suono delle corde in acciaio.</li>
<li><strong>Supporti</strong><br />
Supporti per le spalle e il mento scaricano il resto del corpo da molto stress e permettono di suonare il vostro strumento in condizioni di maggiore comodità. In genere possono essere collegati allo strumento in maniera molto semplice, con una fascia di gomma.</li>
<li><strong>Custodie</strong><br />
Spesso realizzate in cuoio, sono un investimento importante. Con una grande varietà di scelte disponibili tra Fender, Pro Tec e SKB, proteggono i vostri strumenti dai danni che possono capitare negli anni.</li>
</ul>
</div>
</div>
<p>a cura di <a href="http://www.guidaacquisti.net/">http://www.guidaacquisti.net</a> <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Attrezzature Per Bricolage</title>
		<link>https://www.egolden.it/attrezzature-per-bricolage/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 09:25:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Attrezzature Bricolage Tutti nelle nostre case abbiamo una più o meno fornita cassetta degli attrezzi, utili per piccole riparazioni domestiche o per i nostri hobby. Con questa guida cercherò di fare un po’ di ordine e chiarezza nel variegato mondo degli attrezzi utili al bricolage. INDICE DELLA GUIDA Bricolage e fai da te Martello Cacciavite e chiave inglese Pinza e tenaglia Per tagliare e limare &#160; Bricolage e fai da te Con i tempi che corrono è sempre più frequente, in caso di piccoli inconvenienti domestici quali problemi elettrici, idraulici, ecc. evitare di ricorrere a professionisti del mestiere che alla fine presentano conti molto elevati da saldare. Si sceglie piuttosto di sbrigarsela da soli con i mezzi che si hanno a disposizione e soprattutto con olio di gomito! A tutti sarà capitato certamente più di una volta di montare mensole, fare buchi nel muro con il trapano, girare e rigirare viti, dipingere pareti o soffitti, scartavetrare, incollare qualcosa di rotto, arrampicarsi sulla scala ad esempio per montare le tende e così via. Spesso però quello che manca non è la buona volontà ma gli strumenti adatti per fronteggiare piccole o grandi difficoltà domestiche. Insomma una buona cassetta degli attrezzi, utile non solo per destreggiarsi in eventuali imprevisti casalinghi ma anche per portare avanti alcuni hobby e per migliorare la proprie capacità manuali e tecniche. Lunghissimo è l’elenco degli strumenti utili da tenere in casa, da oggetti piccoli come colla, forbici, martello, cacciaviti di vario tipo, chiavi inglesi e pinze, fino ad oggetti più impegnativi come [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="title">Attrezzature Bricolage</h2>
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<p>Tutti nelle nostre case abbiamo una più o meno fornita cassetta degli attrezzi, utili per piccole riparazioni domestiche o per i nostri hobby. Con questa guida cercherò di fare un po’ di ordine e chiarezza nel variegato mondo degli attrezzi utili al bricolage.</p>
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<div><strong>INDICE DELLA GUIDA</strong></div>
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<li><a href="https://www.egolden.it/guide/attrezzature_bricolage.html#bricolage-e-fai-da-te">Bricolage e fai da te</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/attrezzature_bricolage.html#martello">Martello</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/attrezzature_bricolage.html#cacciavite-e-chiave-inglese">Cacciavite e chiave inglese</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/attrezzature_bricolage.html#pinza-e-tenaglia">Pinza e tenaglia</a></li>
<li><a href="https://www.egolden.it/guide/attrezzature_bricolage.html#per-tagliare-e-limare">Per tagliare e limare</a></li>
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<p><a id="bricolage-e-fai-da-te" name="bricolage-e-fai-da-te"></a><img src="http://www.guidaacquisti.net/_immagini/guida/Attrezzatura-bricolage.jpg" alt="Attrezzi per bricolage" /></p>
<h2><a id="bricolage_e_fai-da-te" name="bricolage_e_fai-da-te"></a>Bricolage e fai da te</h2>
<p>Con i tempi che corrono è sempre più frequente, in caso di piccoli inconvenienti domestici quali problemi elettrici, idraulici, ecc. evitare di ricorrere a professionisti del mestiere che alla fine presentano conti molto elevati da saldare. Si sceglie piuttosto di sbrigarsela da soli con i mezzi che si hanno a disposizione e soprattutto con olio di gomito! A tutti sarà capitato certamente più di una volta di montare mensole, fare buchi nel muro con il trapano, girare e rigirare viti, dipingere pareti o soffitti, scartavetrare, incollare qualcosa di rotto, arrampicarsi sulla scala ad esempio per montare le tende e così via.</p>
<p>Spesso però quello che manca non è la buona volontà ma gli strumenti adatti per fronteggiare piccole o grandi difficoltà domestiche. Insomma una buona cassetta degli attrezzi, utile non solo per destreggiarsi in eventuali imprevisti casalinghi ma anche per portare avanti alcuni hobby e per migliorare la proprie capacità manuali e tecniche.</p>
<p>Lunghissimo è l’elenco degli strumenti utili da tenere in casa, da oggetti piccoli come colla, forbici, martello, cacciaviti di vario tipo, chiavi inglesi e pinze, fino ad oggetti più impegnativi come il trapano o più ingombranti come le scale di grandi dimensioni.</p>
<p>Tutti questi attrezzi si trovano ormai con facilità in ferramenta e in negozi di vario genere e sono nate addirittura delle vere e proprie catene di mega-store dedicate esclusivamente alla vendita di tutti i prodotti utili per il bricolage e in cui davvero si può trovare anche lo strumento più particolare e ricercato oltre ad un’ampia gamma di marche e prezzi spesso più vantaggiosi.</p>
<p>Ma adesso concentriamoci su quali sono gli utensili essenziali e indispensabili, quegli attrezzi che proprio non possono mancare nella vostra cassetta. Per comodità li ho accorpati in gruppi, in modo da poter fare una carrellata più esaustiva ed appropriata. Chiaramente data l’enorme vastità degli strumenti e degli accessori che potrebbero essere utili in casa (soprattutto se avete ampie terrazze, giardino o un camino) in questa guida mi limiterò ad elencare quelli essenziali e di uso più comune.</p>
<p><a id="martello" name="martello"></a></p>
<h2><a id="martelli" name="martelli"></a>Martello</h2>
<p>Il martello è uno strumento abbastanza elementare, è infatti costituito da un blocco metallico più o meno pesante (parte da 200 grammi circa ma può arrivare addirittura a pesare 2 kg.) montato su un manico di legno comodo da impugnare.</p>
<p>Utilissimo per piantare chiodi, paletti o altro e anche più in generale ogni volta che c’è necessità di battere qualcosa, ad esempio per raddrizzarla o per togliere delle ammaccature.<br />
Ve ne sono di moltissime forme e grandezze a seconda dell’uso che se ne deve fare e sono spesso associati al mestiere che particolarmente li utilizza: falegname, carpentiere, meccanico, tappezziere fino ad arrivare al modello da alpinista.</p>
<p>Il più comune è il cosiddetto “da falegname” che a volte non ha il gambo in legno ma di acciaio e in questo caso il martello ha la biforcatura finale (chiamata penna) utilissima per estrarre i chiodi, che può essere dritta o ricurva, (quest’ultima è tipica dello stile americano).</p>
<p>Vi è poi il martello “da fabbro” che a differenza di quello da falegname non ha mai la biforcazione e viene utilizzato solitamente per lavori di fino, grazie alla sua punta leggermente arrotondata e alla sua leggerezza, pesa infatti 200 grammi circa.</p>
<p>Il martello “da carpentiere” invece è più robusto (da grammi 450 a 700) e si usa infatti per lavori più impegnativi, ad esempio sul legno più duro. Utilissimo poi per estrarre i chiodi, grazie alla sua scanalatura che permette anche di tenerli fermi o raddrizzarli. È molto utilizzato infine per lavorare cuoio e ferro.<br />
Alcuni martelli più evoluti hanno un’impugnatura ergonomica e a volte sul manico è montata una gomma antiscivolo per una migliore presa. Per un utilizzo corretto va impugnato all’estremità e ed è necessario colpire sulla superficie o sul chiodo di piatto altrimenti si rischia di rovinare la superficie o piegare il chiodo.</p>
<p><a id="cacciavite-e-chiave-inglese" name="cacciavite-e-chiave-inglese"></a></p>
<h2><a id="cacciaviti_e_chiavi_inglesi" name="cacciaviti_e_chiavi_inglesi"></a>Cacciavite e chiave inglese</h2>
<p>Un altro utilissimo attrezzo è il cacciavite, comunemente usato per svitare o avvitare viti. È composto da una parte in acciaio che deve far presa sulla vite e un manico di plastica con l’impugnatura. Ve ne sono di moltissime tipologie e grandezze, adattabili a differenti tipi di viti.</p>
<p>Sono facilmente classificabili in base alla loro punta, i due modelli più utilizzati sono lo spaccato con una punta piatta e stretta e quello a stella che invece ha una punta a croce. Ma ne esistono anche altri che vengono utilizzati per situazioni più particolari: il cacciavite Pozidriv, sempre a croce ma con dei tagli in più, quello Robertson di forma quadrata e infine il Torx con una punta a stella a sei punte.</p>
<p>Un tipo di cacciavite è anche la Brugola caratterizzata da una punta e un’asta di forma esagonale.<br />
Esistono cacciaviti che hanno la punta intercambiabile, dunque permettono di montare sulla struttura in plastica punte di tipologie e grandezze differenti. Pratico per chi vuole avere “tutto in uno”. Per quanto riguarda la struttura e l’impugnatura vi sono quelle rigide e quelle flessibili o, anche in questo caso quelle intercambiabili.</p>
<p>È molto importate avere in casa una vasta gamma di cacciaviti che possono essere utili in varie occasioni ed è altamente consigliato utilizzare sempre quello della grandezza adeguata alla vite per evitare di rovinarla. Altri utensili da tenere in casa assolutamente sono le chiavi inglesi, di grandezze differenti, facilmente riconoscibili grazie alla classificazione per numero. La struttura di ferro di cui sono composte ha due estremità aperte e ricurve di ampiezza differente che servono a stringere dadi e bulloni (sono molto utili ad esempio per la manutenzione di biciclette, scooter e macchine).</p>
<p>Sono acquistabili sia singolarmente che insieme all’intero set, di solito composto da 12 pezzi.<br />
Ultimamente ho visto in commercio, ad un prezzo davvero accessibile, un attrezzo che racchiude in un solo oggetto ben otto numeri di chiavi inglesi, dall’8 al 19. Se fosse davvero funzionale sarebbe un ottimo acquisto, dato che un buon set di chiavi inglesi costa di più e occupa certamente più spazio di un utensile solo. Ma è vero allo stesso tempo che risparmiare qualche soldo non è sempre una buona idea.per quanto riguarda le chiavi inglesi ad esempio quelle di qualità scadente non hanno buona presa sui bulloni e possono anche scivolare con facilità dalle mani.</p>
<p><a id="pinza-e-tenaglia" name="pinza-e-tenaglia"></a></p>
<h2><a id="pinze_e_tenaglie" name="pinze_e_tenaglie"></a>Pinza e tenaglia</h2>
<p>Molto utili in casa si rivelano anche le pinze. In realtà si raccoglie sotto questo nome una più ampia varietà di attrezzi costituiti essenzialmente da un’impugnatura, che può essere isolata o meno, e due becchi, dentati nella parte centrale, che servono ad afferrare dadi o bulloni e delle parti più affilate per tagliare fili. Ne esistono dunque svariate tipologie, i becchi possono essere più o meno lunghi, sottili, curvi, arrotondati, ecc.</p>
<p>Diciamo che l’ideale sarebbe di averne in casa una a becchi normali, una a becchi sottili e lunghi e infine quella denominata “Grip”, molto particolare perché ha un meccanismo che blocca le ganasce aperte ad una data ampiezza, e per questo viene chiamata anche “a scatto”. Si può utilizzare ad esempio per incollare due pezzi insieme. Altra pinza da avere in casa è quella “a pappagallo”, chiamata così perché la sua sagomatura ricorda vagamente la forma di questo volatile. L’apertura dei due becchi è regolata dall’impugnatura ma il fulcro si può regolare in modo tale da poterla utilizzare su oggetti di diversa grandezza, molto utile su quelli di forma cilindrica o esagonale.</p>
<p>Della stessa famiglia, anche se l’uso che se ne fa è leggermente diverso, sono le tenaglie, che servono a stringere il fil di ferro, rimuovere chiodi o tranciare qualcosa. I tipi fondamentali sono due: da carpentiere, adattissima a tagliare e con le ganasce piccole, e quella da falegname, usata invece per ampliare buchi ed estrarre chiodi, che ha le ganasce più larghe. Una specie di tenaglie sono considerati poi i tronchesi, che vengono utilizzati soprattutto per tagliare fili, anche molto sottili e resistenti.<br />
Importante sia per le pinze che per le tenaglie è che la distanza tra le due braccia di cui sono composte sia giusta, in modo dunque da non schiacciarsi le dita nella stretta, inoltre le due ganasce o becchi di cui sono composte devono essere regolate in modo tale da non essere né troppo strette né troppo morbide, potranno così fare la giusta pressione sull’oggetto sul quale dovrete adoperarle.</p>
<p><a id="per-tagliare-e-limare" name="per-tagliare-e-limare"></a></p>
<h2><a id="per_tagliare_e_limare" name="per_tagliare_e_limare"></a>Per tagliare e limare</h2>
<p>Tutti in casa abbiamo certamente delle forbici, quelle più utilizzate sono quelle “da carta” e per chi ha un giardino, quelle appunto “da giardiniere” per sfoltire siepi o potare piante e alberi. Ma ne esistono di moltissimi tipi a seconda dell’uso che se ne deve fare. Tanto per citare un modello, molto comuni sono quelle “da elettricista” da usare in buchi o spazi ristretti, esse hanno a volte una lama curva proprio per facilitarne l’utilizzo e soprattutto possiedono il manico isolato.</p>
<p>Un tipo particolare di forbici sono poi le cesoie, utili a tagliare lastre metalliche più o meno spesse e che, proprio perché devono poter tagliare materiali molto duri, utilizzano un sistema di leve che permette di moltiplicare la forza generata dalle mani. Esistono vari tipi di lame che hanno sagome diverse a seconda del lavoro da fare.</p>
<p>Sempre utili a tagliare, ma questa volta soprattutto il legno e metalli non troppo resistenti, sono poi seghe e seghetti. A mio avviso da tenere sempre in casa è il seghetto per il metallo che permette di fare piccoli ma importanti lavori e che ha lame intercambiabili di diverso spessore.</p>
<p>Utensili altrettanto necessari sono poi le lime che permettono di levigare i materiali facendoli divenire di dimensioni e forme diverse da quelle di partenza. Si distinguono in base alla forma che può essere piatta o tonda e, come per le chiavi inglesi e per i cacciavite, esistono dei veri e propri kit che raccolgono le forme e dimensioni più utilizzate. Un consiglio dopo l’utilizzo delle lime è quello di rimuovere i trucioli che rimangono appiccicati all’utensile e che a lungo andare lo possono deteriorare. Per rimuoverli tenete a portata di mano una spazzola d’acciaio. Infine un modello particolare di lima è la raspa, utile per il legno. E per ultima, ma non per importanza, nella vostra cassetta degli attrezzi non può mancare un po’ di carta vetrata. Si vende in fogli di diverso spessore a seconda se dovete fare lavori di fino o meno.</p>
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