
Le macchine fotografiche digitali si distinguono per risoluzione, ovvero quanti pixel contiene il sensore dell’immagine. Un megapixel equivale ad un milione di elementi dell’immagine. Una macchine fotografica di 5 megapixel può fare foto eccellenti in formato 8×10 e foto soddisfacent in formato 11×14. Queste si adattano bene per le stampe più grandi o per manternere la nitidezza se vuoi usare solo una parte dell’immagine originale. Le macchine fotografiche professionali usano in genere 16 megapixel.
La maggior parte delle macchine fotografiche digitali sono altamente automatizzate, con caratteristiche come il controllo automatico all’esposizione, che gestisce la velocità dello scatto, l’apertura, o entrambi secondi la luce disponibile, e l’autofocus.
Diversamente dalle videocamere, le macchine fotografiche digitali salvano gli scatti su memory card flash. Compact Flash (CF) e SecureDigital (SD) sono le più usate. Tali memory card erano un tempo abbastanza costose, mentre ora sono scese di prezzo. Una card di 512 megabyte può costare oggi meno di 30 dollari. Altri tipi di memory card usati dalle macchine fotografiche includono Memory Stick Duo e xD. Per salvare le immagini, le trasferisci su un computer, in genere connettendo la macchina fotografica alla porta del computer USB o FireWire, o inserendo la memory card in un lettore speciale. Alcune stampanti accettano le memory card e stampano senza prima mettere le immagini sul computer.
I software di gestione dell’immagine, come Adobe Photoshop Elements, Jasc Paint Shop, Microsoft Picture It e ACDSee, ti permettono di ridimensionare, ritoccare e scontornare le immagini digitali usando il computer. La maggior parte delle macchine fotografiche digitali funziona sia con macchine Windows che Macintosh. Il formato file più usato per le foto è JPEG, che è un formato compresso. Alcune macchine fotografiche possono salvare le foto nel formato non compresso TIFF, ma questa impostazione produce file molto grossi, che monopolizzano la memoria. Altre macchine fotografiche potenti hanno un formato file RAW, che produce i dati dell’immagine senza processare dalla macchina fotografica e potrebbe non essere compresso.
Il mirino ottico sta diventando sempre più raro ed è stato sostituito da monitor a colori più grandi LCD. Alcuni oggi sono grandi 2 pollici. I monitori sono molto più accurati nell’elaborazione dell’immagine rispetto ai mirini ottici, ma potrebbe essere difficile vedere con una forte luce solare. Puoi anche vedere le foto che hai già fatto su un monitor LCD. La maggior parte delle macchine fotografiche digitali fornisce anche una uscita video, così che puoi vedere le immagini sul tuo schermo TV.
Molti nuovi modelli ti permettono di catturare video e suoni. Alcuni ti permettono di salvare i video in formato MPEG4 di alta qualità, fino a 30 fotogrammi per secondo, secondo la capacità della memory card.
Le lenti dello zoom forniscono flessibilità nell’elaborazione degli scatti e diminuiscono la distanza tra te e il tuo soggetto, ideale se vuoi spostarti velocemente. Il tipico zoom 3x sulla maggior parte delle macchine fotografiche va da una vista d’angolo moderatamente ampia (35 mm) ad una telefoto moderata (105 mm). Puoi trovare macchine fotografiche con una gamma di zoom estesa tra 8x e 15x, con una versatilità maggiore per le foto all’aperto. Altre macchine fotografiche nuove scendono a 24 o 28 mm, rendendo più facile riprendere una intera scena in ambienti stretti, come un party affollato.
Gli zoom ottici sono superiori a quelli digitali, i quali ingrandiscono semplicemente il centro del fotogramma senza aumentare il dettaglio dell’immagine, dando origine ad una visione più scadente. I sensori nelle macchine fotografiche digitali sono sensibili alla luce come le pellicole ISO-100, sebbene molti ti permettano di aumentare l’impostazione. (con ISO-100 potresti avere bisogno di usare il flash in un interno e con poca luce all’estero).
Il campo del flash ti dice quanto lontano dalla macchina fotografica il flash fornisce una esposizione appropriata. Se il soggetto è fuori dal campo, devi sapere che devi ridurre la distanza. Tuttavia alcune macchine fotografiche digitali tollerano alcune sotto-esposizioni prima che ne risenta l’immagine. La riduzione degli occhi rossi manda una luce verso il soggetto proprio prima del flash principale. (una macchina fotografica il cui flash è più lontano dalle lenti riduce il rischio degli occhi rossi). Anche i software di gestione dell’immagine sono in grado di correggere gli occhi rossi.
Con modalità flash automatico, la macchina fotografica manda il flash in ogni caso. Alcune nuove macchine fotografiche hanno una correzione degli occhi rossi già incorporata. Alcune macchine fotografiche con grandi schermi LCD e alcune con potenti lenti telefoto hanno oggi anche stabilizzatori dell’immagini. Quelli ottici sono i migliori, ma alcune macchine fotografiche usano la stabilizzazione simulata per raggiungere lo stesso effetto. Gli stabilizzatori compensano gli scuotimenti della macchina fotografica, permettendo di usare una minore velocità di scatto, che avresti altrimenti bisogno per seguire il movimento. Ma uno stabilizzatore dell’immagine non può compensare il movimento dei soggetti.
La maggior parte delle macchine fotografiche di 6-10 megapixel hanno tutti ci ontrolli manuali, inclusi controlli indipendenti per l’otturatore e l’apertura. Questo aumenta il controllo sulla profondità di campo, l’azione di ripresa e le scene con una luce difficile.
I due punti di differenza fondamentali tra le compatte e le reflex slr (ossia con obiettivi intercambiabili) sono appunto la possibilià di usare diversi obiettivi a seconda delle esigenze e la disponibilità di accessori, intesi come accessori meccanici e come funzioni accessorie. Anche qui la scelta dipende molto da cosa vi serve realmente e il suggerimento è di prendere sempre quello che davvero soddisfa le vostre esigenze reali. Ricordate sempre che la foto la fa il fotografo e non l’attrezzatura, e l’avere corredi fantastici non garantisce necessariamente ottimi risultati.
Certo, se avete necessità di obiettivi speciali, come teleobiettivi e super tele (oltre i 100 mm di focale), di fish eye, di super grandangolari, di adattatori per applicazioni particolari (per collegare la macchinetta al telescopio o al microscopio), a questo punto la reflex slr diventa una scelta altamente consigliata. I pro della compatta sono l’economicità, la facilità di utilizzo, la completezza. Per contro sono estremente fragili, soprattutto quelle con lo zoom ottico (gli ingranaggi sono quasi sempre in plastica e si rompono facilmente), non possono essere migliorate con l’aggiunta di ottiche diverse e accessori particolari, sono di difficile e costosa riparazione in caso di guasto (spesso infatti il rivenditore suggerisce l’acquisto di una nuova macchina al posto della riparazione).
Per quanto riguarda le reflex slr i pro sono maggiori prestazioni, grande possibilità di usare diversi obiettivi e numerosi accessori, superiore robustezza, maggiore flessibilità di impiego e più ampia dotazione di comandi. I contro sono il costo superiore, poichè bisogna acquistare il corpo macchina ma anche gli obiettivi e il flash, l’ingombro assai maggiore. Ultimo, ma da non dimenticare, è il fatto che nelle reflex digitali il sensore tende a sporcarsi per via della polvere che ci si deposita, soprattutto come conseguenza del fatto che vengono spesso cambiati obiettivi (ma non solo, come vedremo più avanti).
La scelta della marca della fotocamera digitale è sempre un elemento altamente soggettivo. Inutile dire che però esistono anche fattori reali e imprescindibili se si cercano determinati risultati. Nel settore delle reflex slr attualmente CANON è innegabilmente all’avanguardia soprattutto per quanto riguarda la velocità ed affidabilità dell’autofocus e per la qualità dei sensori a formato pieno: sono di prossima presentazione alcune fotocamere con prestazioni che si annunciano strepitose. NIKON al contrario privileggia la produzione di reflex per il mercato della cronaca e del reportage veloce puntando però sul sensore APS e su obiettivi speciali per questo tipo di formato. Anche le altre storiche marche delal fotografia mondiale producono oneste fotocamere digitali reflex, ma l’offerta di obiettivi, flash e accessori di CANON e NIKON è talmente vasta che le mette sicuramente in secondo piano.
Per quanto riguarda le compatte il discorso è diverso e il mercato offre ormai una gamma vastissima di prodotti per tutte le tasche e con tutte le specifiche. Inutile tentare di fare una valutazione al momento, poichè si tratta di un mercato molto più articolato e soprattutto mutevole con rapidità inusitata rispetto a quello delle reflex slr.
Questa sembra essere sempre la domanda di fondo: quanti megapixel? In realtà va capito bene il significato di questo paramentro. Innanzitutto megapixel sta per milioni di pixel, in inglese punti, cioè i punti sensibili del sensore della fotocamera digitale. Sia nella compatta che nella reflex slr, esso è un rettangolo con tante file di elementi sensibili, una accanto all’altra a formare un reticolo, esattamente come una scacchiera per la dama.
Il numero di elementi sensibili sulla fila moltiplicato per il numero delle file da il famoso valore dei megapixel. Di solito il rapporto tra il lato lungo e il lato corto del rettangolo e di 3 a 2, come nel classico formato della diapositiva che è 36 mm per 24 mm (ossia 12 mm * 3 sul lato lungo, e 12 mm per 2 sul lato corto). Leggendo le caratteristiche della macchinetta vi accorgerete che la risoluzione massima dichiarata segue questa logica. La Canon 5d fornisce come risoluzione massima il valore di 4368 pixel per 2912 pixel, cioe 12.719.616 pixel, che corrispondono ai quasi 12.8 megapixel dichiarati! A che serve tutto questo ragionamento?
A capire cosa ci si fa con tanti pixel. Quando si stampa una rivista o un libro le macchine da stampa tipografica usano una risoluzione di 300 punti per pollice. Questo significa che per riempire la larghezza di un pollice (cioè 2,5 centimetri) servono 300 pixel di immagine. Se ce ne sono di meno la foto esce stampata con bassa qualità, in gergo si dice che è “sgranata”. Con due calcoli elementari si capisce come, ad esempio, per stampare una foto larga 10 cm (cioe 4 pollici) servono 1200 pixel. Se non abbiamo una immagine digitale cosi grande è ovvio che non posssiamo stampare a 10 cm di larghezza (l’altezza ovviamente segue lo stesso principio). Nel caso di stampa di foto presso i laboratori service si ragiona con una risoluzione minore, anche di 200 punti per pollice o addirittura 150.
Per cui una stessa immagine digitale che su una rivista può essere stampata con una larghezza di 10 cm, nel negozio sotto casa diventa larga 20 cm. I quotidiani stampano come il negozio sotto casa, a 150 punti pollice.
Quando pensate a quanti megapixel dovete quindi chiedervi: quanto voglio stampare grandi le mie foto? Se siete professionisti e lavorate per riviste e libri, allora 12 megapixel sono il valore giusto; anche 8 o 10 mega possono andare bene, ma in certi casi potrebbero non bastare. Se siete appassionati evoluti e fotoamatori il valore di 6 mega va bene, e 8 è un ottima scelta. Nel caso la macchinetta vi serva solo per fare le foto della gita o delle feste, allora 4 o 5 mega sono un buon compromesso, ma anche la vecchia 3 megapixel se la può cavare.
Attualmente le case produttrici di macchine fotografiche digitali, in termini di sensori, sembrano aver diviso il mercato in due strade principali: quella del sensore pieno, con formato 24 mm per 36 mm, e quella del sensore piccolo (detto formato APS), che misura circa 23 mm per 15 mm. Tralasciando le differenze tecniche e costruttive, vale la pena sottolineare che la differenza principale per gli utilizzatori sta nel fatto che il sensore pieno non modifica la focale degli obiettivi usati, l’APS la aumenta di circa un 50%.
Il discorso vale ovviamente solo per le reflex slr e non per le compatte.
Che significa modificare la focale? Se usate un 50 mm su una reflex digitale a sensore pieno resterà un 50 mm. Quelle che vedreste usandolo su una macchina reflex a pellicola vedrete quindi sulla digitale. Se invece montate un 50 mm su una digitale reflex con sensore APS piccolo, esso diventerà un 75 mm (50 * 1.5). Ecco quindi che i grandagolari si restringono e i teleobiettivi aumentano la loro focale. Un 300 mm diventa ad esempio un 450 mm e senza perdere nulla in termini di luminosità come avverrebbe invece usando un duplicatore di focale.
Chi ha necessita di usare grandagolari viene quindi penalizzato, mentre chi usa teleobiettivi ne ha vantaggio. Per consentire ai possessori di reflex digitali APS l’uso di grandangolari sono stati messi in produzione obiettivi speciali, come i 12-24 mm nei quali viene però usata solo la parte centrale, ottenendo cosi dei 18-36 mm (12*1,5=18 e 24*1,5=36). Ovviamente la qualità di questi obiettivi non è proprio la stessa di un vero 16-35 mm.
La scelta tra sensore pieno e APS sta appunto nel tipo di vantaggio o svantaggio che ciascuna delle due soluzioni offre. Se fate fotografia sportiva, eventi, animali, allora l’APS vi avvantaggia trasformando in super tele i vostri teleobiettivi. Se fate fotografia di paesaggio o architetura allora il sensore pieno di avvantaggia permettendovi di usare dei veri supergrandangolari al massimo delle loro possibilità.
I vantaggi del digitale sono evidenti, a partire dall’economicità dello scatto. Con la pellicola esistevano i costi del rullino e del suo sviluppo. Con il digitale essi spariscono totalmente. Le foto vengono memorizzate sulla memory card, la cartolina di memoria che si trova dentro la fotocamera, e poi riversate sul computer di casa. Per la stampa resta ovviamente lo stesso costo che si aveva col negativo, ma può essere ridotto stampando le foto in casa con la stampante del computer, anche se ovviamente il risultato non è lo stesso che si raggiunge al negozio.
Avendo eliminato il costo rullino/sviluppo, di per se molto alto soprattutto nel caso si usassero diapositive, l’appassionato può sbizzarrirsi con la fantasia scattando migliaia di immagini e avendo cosi il modo per imparare molto più rapidamente e facilmente sia la tecnica che la creatività.
Inoltre, per essere portate su computer le diapositive e le foto stampate richiedono l’uso di uno scanner. Al contrario l’immagine digitale è già pronta per entrare nel vostro computer senza bisogno di alcuna lavorazione ulteriore e senza dover acquistare altri strumenti.
La facilità di archiviazione delle immagini elettroniche assegna un altro punto a favore della fotografia digitale, anche se è vero che, scannerizzandole, anche le foto tradizionali possono diventarlo. Gli svantaggi del digitale sono principalmente concentrati nella qualità, ma questo è un discorso che era vero fino a qualche anno fa. Oggi le moderne fotocamere, sia compatte ma soprattutto reflex slr, sono arrivate ad una risoluzione e una qualità dei colori tali da poter tranquillamente equipararsi alle pellicole, almeno per usi normali. E per normali si intendono tutti gli usi amatoriali, quelli semiprofessionali e anche quelli professionali fino ad un certo formato di utilizzo delle foto. Certo, per fotografare la Cappella Sistina e farne un poster 70 per 100 cm è ovvio che la pellicola 9 per 12 del banco ottico da ancora risultati migliori di qualsiasi digitale…ma è solo questione di tempo.
Il primo passo è determinare come impiegherai la macchina fotografica nella maggior parte del tempo. Tieni conto di queste due domande. Di quanta flessibilità per ingrandire le immagini hai bisogno? Se vuoi fare foto 4×6, una macchina fotografica con una risoluzione di 5 o 6 mexapixel dovrebbe andar bene. Essa farà anche una stampa 8×10 di una immagine intera senza modifiche, non differendo molto da quella di un modello con 7 o 8 mexapixel. Per ingrandire l’immagine o parte di essa, avrai bisogno di una macchina fotografica con una risoluzione di 6 o più megapixel.
Di quanto controllo sulla esposizione e composizione hai bisogno? Le macchine fotografiche intese per fare foto con scatto automatico, con lenti con uno zoom 3x, saranno adatte per fotografi occasionali o per chi ha la fotografia come hobby. Le macchine fotografiche super attrezzate nelle versioni compatte e con super zoom offrono delle capacità richieste da fotografi più esperti. Due importanti capacità sono la gamma ottica dello zoom di 5x o 10x o più, che ti permette di avvicinare soggetti all’aperto e di permette di fare ritratti senza stare davanti alla faccia del soggetto, e un insieme di controlli manuali che ti permettono di determinare la velocità di scatto e l’apertura delle lenti. Una volta stabilite le priorità di performance che hai bisogno, puoi restringere ulteriormente le tue scelte considerando questi fattori di comodità/convenienza. Dimensione e peso.
I modelli più piccoli e leggeri non sono necessariamente macchine fotografiche di 5 megapixel non costose. E i modelli più grandi e pesanti non sono necessariamente di alto livello. Se possibile, prova le macchine fotografiche al negozio prima di comprarle. In questo modo, puoi capire quale meglio si adatta alla tua mano e quale può essere impugnata con sicurezza. Alcuni dei modelli più piccoli non lasciano molto spazio per le dita sottili. Tipo di batteria e vita. Tutte le macchine fotografiche digitali funzionano con batterie ricaricabili, o con un costoso pacchetto di batterie o una serie di AA. Nessuno tipo ha un chiaro vantaggio di performance. Le migliori macchine fotografiche riescono a fare 250 foto con una carica, le peggiori meno di 100.
Sarebbe più conveniente avere una macchina che accetta batterie AA. Puoi comprare modelli ricaricabili (con un caricabatterie) e inserire le batterie alcaline o al litio usa e getta quando la macchina si spegne nel mezzo della ripresa. Con le macchine con autoscatto, devei aspettare dopo lo scatto che la macchina processi l’immagine. La maggior parte dei modelli ti permette di scattare delle foto ogni pochi secondi, ma per alcuni modelli devi aspettare 5 secondi o più. Questo potrebbe essere frustrante quando devi fare delle foto ad un soggetto molto attivo, come un bambino o un animale. Se possiedi una videocamera con lenti intercambiabili, potresti usare le lenti sulla SLR digitale dello stesso marchio.